Campobasso celebra la giornata contro la violenza sulle donne

"Insieme siam partite, insieme torneremo, non una di meno, non una di meno" queste le parole scandite durante la fiaccolata che a Campobasso, in occasione della 'Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne', da piazza Municipio è arrivata fino all'area antistante l'ex stadio Romagnoli, diventata 'Parco XXV novembre'.
Un corteo fatto di donne, uomini e bambini che con candele rosse accese hanno voluto manifestare la contrarietà al fenomeno della violenza di genere. Ad accompagnare i partecipanti anche gli amministratori comunali di Campobasso e le consigliere regionali Filomena Calenda e Paola Matteo in rappresentanza dell'amministrazione regionale del Molise.
La manifestazione è stata l'appuntamento clou del cartellone di eventi dedicato al contrasto alla violenza sulle donne che si è concluso con l'intitolazione del 'Parco XXV Novembre' e l'inaugurazione di due panchine, una rossa, donata dall'AIGA con la scritta "Io ero qui", in riferimento a tutte quelle donne morte per mano di un uomo che diceva di amarle e una variopinta donata dalla FIDAPA e dipinta da alcuni studenti del liceo artistico di Campobasso e che riporta una poesia di William Wordsworth.
La consigliera Matteo ha poi ricordato come il consiglio regionale ha intrapreso un percorso contro la violenza di genere e la stessa amministratrice regionale ha spiegato che lei è la prima firmataria della legge quadro contro ogni forma di discriminazione. "Insieme al consiglio regionale - ha detto - speriamo che questa legge venga approvata a breve in modo che anche noi come istituzione riusciamo a dare delle risposte concrete per combattere un fenomeno così drammatico".
Il sindaco di Campobasso Antonio Battista ha  poi sottolineato che per sconfiggere un fenomeno così radicato si deve partire dalle scuole e quindi dall'educazione delle giovani generazioni affinché mai più si verifichino episodi di violenza. "Una manifestazione quella di oggi - ha continuato il sindaco - per riflettere dove la riflessione è particolarmente ampia, è una riflessione che deve prendere ciascuno di noi, le nostre famiglie, le nostre comunità e deve soprattutto coinvolgere i luoghi della formazione, dove ci si forma come uomini e come donne, luoghi deputati a far nascere una nuova sensibilità e un educazione ai sentimenti, che obiettivamente non c'è".
Anche Campobasso dunque si è unita al grido di tante voci che dice No alla violenza e al femminicidio e lo ha fatto con una manifestazione emozionante che ha visto la partecipazione di diverse associazione, ma anche di tanta gente comune.
 
MirIac