Diritti negati. Il giornalista Rai Stefano Maria Bianchi vince la sua battaglia grazie all'avvocato molisano Iacovino

Quella di Stefano Maria Bianchi,  giornalista Rai noto anche al grande pubblico e tra i più stretti collaboratori di Michele Santoro, è una storia di diritti negati che dura da 23 anni e che ha avuto un lieto fine grazie al contributo giuridico dell'avvocato molisano Vincenzo Iacovino, che in questa battaglia ha difeso il giornalista.

Bianchi durante la sua carriera ha svolto e compiuto inchieste di un certo rilievo sociale e professionale, era ed è un giornalista, ma non lo era contrattualmente e per questo si è trovato ad affrontare una battaglia al termine della quale gli è stato riconosciuto il suo rapporto di lavoro con l'azienda pubblica.

"La Corte di Appello di Roma - ha commentato il giurista molisano - con sentenza esemplare riconosce all’amico Stefano Bianchi il rapporto di lavoro giornalistico di 'inviato speciale' dal 1996 a tutt’oggi a fronte dei diversi rapporti a partita IVA e di programmista regista intercorsi con la Rai servizio pubblico. 23 anni di retribuzione negata, 23 anni di mancati versamenti contributivi, 23 anni di diritti negati, 23 anni di ingiustizia,  23 anni di sofferenza,  23 anni di diritti oggi finalmente riconosciuti. Una battaglia di legalità - ha aggiunto Iacovino - durata 9 anni affrontata eroicamente da un Giornalista vero e da un Uomo coraggioso. Orgoglioso per aver difeso, insieme al collega Pierpaolo Passarelli, un giornalista come Stefano".
 
La storia di Stefano Maria Bianchi sarà raccontata il prossimo 21 giugno, durante una conferenza stampa a Roma e con lui ci saranno anche i suoi legali. Iacovino a Moliseweb ha spiegato che "è stata una grande battaglia di un giornalista che ha avuto una grande eroicità che ha profuso nel difendersi attraverso il mio tramite. Il vero scandalo è che una situazione del genere possa accadere in un servizio pubblico come quello della Rai, che gestisce tre miliardi di euro e tieni in condizioni deprecabili i lavoratori, per altro di rango quali sono i giornalisti".