Raccolta firme a tutela dei beni comuni: a Campobasso Alberto Lucarelli per la proposta di legge di iniziativa popolare

Un dibattito, quello che si è tenuto presso il Circolo Sannitico di Campobasso, che ha posto al centro la questione dei 'Beni Comuni' trasformando in un’iniziativa di legge popolare l’originale disegno di legge Rodotà.
L'incontro, voluto dall'Associazione Uniti per la Costituzione, ha visto come relatore il costituzionalista Alberto Lucarelli, il quale si è soffermato sul fatto che i beni comuni, i beni pubblici  sono servizi ad interesse generale, essenziali per garantire il benessere di tutti come acqua, territorio, sanità, scuola e infrastrutture e quindi non possono essere utilizzati, venduti o amministrati per il beneficio di pochi ma, poiché appartengono a tutti allo stesso modo, devono essere usati da tutti, ma soprattutto devono essere gestiti con politiche di conservazione e di gestione collettiva. 
Diritti dunque di ogni cittadino e di quelle che saranno le generazioni future e che si vogliono garantire attraverso la legge di iniziativa popolare già presentata in Parlamento oltre 10 anni fa dalla Commissione Rodotà, e che rimangano a disposizione dei cittadini. Una situazione che non si è verificata negli ultimi anni, visto che questi beni sono stati posti sul mercato a vantaggio dei privati. E se non c'è una difesa di questo a perdere sono gli stessi beni comuni, la Costituzione e le generazioni future.
"Il processo di privatizzazione - ha spiegato Lucarelli - significa che quotidianamente ci vengono sottratti beni essenziali e vedono i cittadini ogni giorno sempre più poveri. Il percorso legato alla tutela dei beni pubblici e quindi dei beni comuni è orientato - ha continuato il costituzionalista - a soddisfare i beni dei cittadini".
In particolare si fa riferimento a tre categorie: beni comuni, che sono quelli incommerciabili come quelli ambientali e culturali, beni sociali e quindi quelli legati alla scuola e alla sanità, e beni pubblici che sono legati alle infrastrutture.
Questa tematica è strettamente connessa al discorso del regionalismo differenziato, infatti secondo Lucarelli, essendo il regionalismo differenziato un processo di trasferimento di materie e di risorse finanziarie alle Regioni settentrionali che impoverirà quelle meridionali, queste, trovandosi nell’impossibilità di gestire i servizi ed i beni pubblici, saranno costrette a privatizzali, privatizzando, di fatto, anche i diritti dei cittadini.
Al termine del dibattito è emerso che è necessario stabilire una strategia per fronteggiare una fase di privatizzazione e la proposta di legge di iniziativa popolare, per cui sono state raccolte firme anche a Campobasso, è in linea con lo spirito del costituzionalismo moderno che vuole porre limiti al potere, con l'obiettivo di garantire oggi e domani e alle generazioni future che il patrimonio pubblico venga difeso e protetto.