Intervista a Paola Liberanome (Io Amo Campobasso) dopo l'abbandono di Giannubilo

Tornano a far parlare di sè dopo le Amministrative a Campobasso dello scorso 26 maggio. Io Amo Campobasso, con il suo candidato sindaco Paola Liberanome, ha ottenuto un 5% non sufficiente, secondo la legge elettorale in vigore, a entrare in Consiglio comunale con un rappresentante. “Non è una sconfitta. Abbiamo creato un movimento libero dai diktat politici per il bene della nostra città e raggiungere quel 5% in meno di otto mesi è una vittoria”. Questa la chiave di lettura data dalla Liberanome che incalza a chi ora siede a Palazzo San Giorgio: “vorremmo maggiore chiarezza dal Movimento Cinque Stelle ed evitare il concetto di due pesi e due misure. Non vogliamo generare sterili polemiche ma garantire sviluppo a Campobasso”. E in linea con il Manifesto presentato ai cittadini, Paola Liberanome, in un periodo di sfiducia politica da parte dei cittadini, chiede a gran voce che venga realizzata l’idea di una città inclusiva e dedita a reperire fondi europei. “L’unico strumento che oggi le Amministrazioni hanno a disposizione per sopravvivere è il buon uso dei fondi europei”. Come non credere che sia questa la giusta strada da intraprendere. L’Europa garantisce finanziamenti in più settori e potrebbe essere questa la vera innovazione per Campobasso: no a progettifici con l’unico fine garantire poltrone, ma una visione ben precisa. Così come lo è per l’immigrazione. Tema caro all’Italia e al Molise. Proprio su questo Liberanome chiede alla nuova amministrazione targata Cinque Stelle di dettare un indirizzo politico chiaro. Sulle polemiche tra i simpatizzanti di Io Amo Campobasso: “è fisiologico il malumore. Probabilmente non tutti hanno gradito il non schierarsi al ballottaggio ma è stato per noi sinonimo di libertà di scelta. Pier Paolo Giannubilo - proprio ieri ha precisato sui social il suo distacco dal movimento- è prima un amico. Nessuno può contestare questo. La sua scelta e i modi utilizzati sono personali e liberi. Comprendo, anzi comprendiamo, ne prendiamo atto e continueremo con le nostre azioni sul territorio”. In attesa che si costituisca l’associazione di Io Amo Campobasso molti si chiedono  come e cosa faranno per i cittadini che da anni vivono in una città ferma e abbandonata a se stessa.