Sea Watch 3, Termoli bene comune: "Carola libera subito"

L’arresto di Carola Rackete, accompagnato dagli applausi e da grida oscene che non vogliamo ripetere, segna un ulteriore passo avanti sulla strada della barbarie aperta dal nostro Ministro della Paura, che ha trasformato in reato l’esercizio della legge più universalmente riconosciuta: quella sul dovere di salvare vite umane, sempre e comunque. E' quanto dichiarato dal gruppo politico "Termoli bene comune - rete della sinistra": "A ristabilire chiarezza e diritto ci aiuta però ciò che sul Sole 24 Ore (non esattamente la Pravda o il Manifesto) scrive il prof. Fabio Sabatini, smontando sistematicamente, su basi giuridiche rigorose, il delirio dittatoriale di Salvini. Precisiamo che il Professore insegna Politiche Economiche alla Sapienza; un curriculum ed una professione forse un po’ più qualificati di quelli  del Salvini per intervenire sul tema, non credete? Il primo punto da tenere a mente è la Convenzione di Amburgo del 1979, che obbliga chi soccorra dei naufraghi ad accompagnarli al primo porto sicuro; viene definito tale quello che garantisca il rispetto dei diritti umani fondamentali. E già qui la Libia è del tutto esclusa: l’ONU stesso, al di là dei tanti reportage dell’orrore che abbiamo visto, afferma chiaramente che riportare i migranti in Libia equivale spesso ad una condanna a morte. Esclusa dunque la Libia, passiamo alla Tunisia: nemmeno la Tunisia risponde ai requisiti della Convenzione, in quanto non attrezzata per l’accoglienza di migranti e non garante di trattamento adeguato; di recente ha fatto stare per 17 giorni un gruppo di persone al largo, su una nave molto meno vivibile della Sea Watch, e quando è stata costretta a farle sbarcare le ha minacciate e non ha consentito di firmare la richiesta di asilo. Restava dunque solo Lampedusa, nonostante l’orribile decreto sicurezza bis; ma sempre l’ONU stabilisce che il rispetto della vita e l’obbligo di soccorso costituiscono principi universali che superano qualsiasi decreto interno adottato in nome della sicurezza. Inoltre il decreto salviniano è stato bollato dall’ONU come fuorviante e non in linea con il diritto internazionale generale e il diritto internazionale dei diritti umani. Ci domandiamo cosa aspettino la Corte Costituzionale ed il Presidente Mattarella ad intervenire. L’approdo a Lampedusa non costituisce dunque alcun reato. «Nel prendere la decisione di accostarsi a Lampedusa, la comandante Rackete ha obbedito a una legge di rango superiore al decreto sicurezza bis", spiega il professore. Per l’Art. 117 della Costituzione, un trattato internazionale ratificato e reso esecutivo nell'ordinamento italiano è al riparo da possibili ripensamenti del legislatore, e condiziona la produzione legislativa successiva, che a esso dovrà dunque conformarsi, aggiunge poi Sabatini. Dato che ormai giochiamo a Risiko sulla pelle degli esseri umani, c’è sempre chi si sente in dovere di suggerire altri luoghi di sbarco: Grecia, Olanda,Spagna. Tutti non utilizzabili in quanto troppo lontani, e quindi in conflitto con la Convenzione di Amburgo. Malta restava fuori questione, per motivi pratici (poco attrezzata per sbarchi e non del tutto in grado di garantire diritti) e politici (ha ultimamente comunque accolto molti migranti, a differenza di noi). Lampedusa, quindi, senza violare alcuna legge; se non quelle disumane ed anticostituzionali imposte dal Ministro della Paura, che continua a predicare l’invasione senza purtroppo essere smentito efficacemente dalla realtà, che è ben diversa: l’Italia accoglie un numero risibile di profughi rispetto ad altri paesi europei, e la stragrande maggioranza di chi arriva non vuole fermarsi. E veniamo infine al tema più grave: la ridistribuzione su base equa tra paesi europei chiesta a gran voce, con l’accusa (non infondata, in realtà) di averci lasciati soli, sarebbe stata possibile se l’ineffabile ministro non avesse disertato tutte le riunioni per rivedere l’Accordo di Dublino, esattamente come ha disertato tutte le riunioni al Ministero degli Interni per la gestione degli arrivi. In conclusione, quindi , di cosa parliamo quando parliamo di Carola Rackete? Bisogna dirlo ad alta voce, senza paura dei deficienti da social: parliamo di Antigone, come ha scritto ieri Roberto Vecchioni su Repubblica. Di una moderna Antigone che non ha temuto di scegliere la legge divina piuttosto che quella disumana degli uomini. Di una donna eroica che ha preferito rischiare pesanti condanne per non venir meno al dovere di chiunque comandi una nave e viaggi per mare: salvare vite umane. Appare evidente che anche in questa vicenda, come in altre precedenti, l’unica cinica preoccupazione di Salvini è stata quella di cercare lo scontro (come dimostra il rifiuto di far sbarcare i migranti nonostante le offerte di accoglienza pervenute da diversi paesi e da realtà italiane. E questo unicamente per continuare a fare il gradasso e dimostrare che il capo è lui, incurante dei rischi per la vita di 40 persone stremate; costringendo così la capitana a forzare il blocco e mettendo in pericolo (lui, non lei) gli uomini della Guardia di Finanza. Ribadiamo il nostro fermo rifiuto del decreto legge 14 giugno 2019, più noto come decreto sicurezza bis, e  della visione che le sue ” Disposizioni urgenti in materia di ordine sicurezza pubblica” configurano: intimidatoria, unicamente punitiva, razzista e mirante a consolidare quel clima di paura ed emergenza che nulla assolutamente giustifica nella realtà. Chiediamo ai giudici che decideranno la sorte di questa ragazza straordinaria di tener presenti le argomentazioni del prof. Sabatini, ma soprattutto di ricordare che non esiste mai vera giustizia senza umanità. E che l’umanità, in questa storia, sta da una parte sola".