Di Marzio "siamo 300mila abitanti ci toccherebbe mezzo ospedale". Ma qual è la politica sulla sanità regionale del M5S?

di Francesco Bonomolo
L'On.le Luigi Di Marzio, Senatore della Repubblica, ha dichiarato in un'intervista quanto segue: "siamo 300mila abitanti, ci toccherebbe mezzo ospedale!", facendo chiaramente intendere che per la Regione Molise sarebbe sufficiente  - ed avanzerebbe anche... nrd - un solo nosocomio, chiarendo in questo modo la sua posizione politica, a favore della chiusura degli ospedali molisani. Queste le sue parole: "più di un ospedale non è pensabile". Se è vero che morfologicamente il Molise è completamente diverso dalle altre Regioni, basti pensare che un solo quartiere di Roma è più popoloso dell'intera Regione, è anche vero che la Sanità non dovrebbe essere ridotta ad una mera questione numerica. Sarebbe auspicabile, infatti, che ai cittadini molisani venissero garantiti gli stessi servizi, come del resto previsto dalla nostra Carta costituzionale, previsti per gli altri cittadini italiani.
 
Il pentastellato Senatore Di Marzio ritiene, come documenta e denuncia il video, che dati i numeri della popolazione molisana nella nostra Regione sarebbe sufficiente un unico nosocomio.
Desta perplessità l'approccio del M5S alle politiche sanitarie; infatti dopo la chiusura del Punto Nascita dell'Ospedale di Termoli tutti i Consiglieri regionali - nell'assordante assenza dei Parlamentari e Senatori del Movimento, si sono ritrovati lunedì 1 luglio a Termoli per protestare contro il provvedimento e, con megafoni alla mano, per ribadire il diritto costituzionale ad una sanità pubblica per tutti, senza cittadini di serie B.
Come noto i due Commissari ad acta sono stati nominati dal Governo gialloverde, inoltre i Parlamentari e i Senatori pentastellati non hanno fatto nulla per scongiurare la chiusura del Punto Nascita. Sembrerebbe, dunque, che in contrasto con i rappresentanti del Movimento a Roma, per i Consiglieri regionali 5 Stelle non sia accettabile questo tipo di politica "più di un ospedale non è pensabile", con inevitabili ricadute in termini di anarchia e confusione politica all'interno del Movimento.
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