Crisi di maggioranza sfiorata per un voto? Il centrodestra si ispira ad Aristofane

di Francesco Bonomolo
Ieri a Palazzo D'Aimmo si è assistito ad una e vera commedia politica degna del grande Aristofane. L'oggetto della commedia era quella di trovare una scappatoia per poter rinviare o annullare la discussione della sfiducia all'assessore Luigi Mazzuto.
Sotto il mirino era il primo punto all'ordine del giorno in Consiglio: la discussione e votazione della sfiducia all'assessore. Ecco che è entrata in scena la sceneggia. Proprio poco prima dei lavori del Consiglio Regionale Donato Toma ha annunciato il documento dell'assessore Mazzuto di rimessione delle deleghe (Lavoro e alle Politiche Sociali) nelle mani del Presidente.
Perché Mazzuto si è dimesso? L'intento era proprio quello di evitare la votazione della sfiducia facendo cadere così l'oggetto della discussione? Ma con l'abilità di un bravo commediografo, ecco il colpo di scena. La votazione è terminata in un pareggio, 10 a 10, rilevando che non è passata al sfiducia, ma anche che la maggioranza ha perso i due voti delle consigliere, proponenti della mozione, Aida Romagnuolo e Filomena Calenda. Assente - giustificato? ndr - alla votazione il consigliere Massimiliano Scarabeo cui voto sarebbe stato determinante.
Traspare la debolezza del Presidente della Giunta che sembrerebbe non avere più in mano le redini della maggioranza e che deve - a questo punto - ringraziare l'assenza di Scarabeo che poteva determinare l'ufficializzazione di una crisi di maggioranza. Il tutto testimoniato dalla ricerca di utilizzare uno stratagemma che però non è riuscito ad ottenere l'annullamento della discussione, rendendo più evidenti le difficoltà post elezioni campobassane del centrodestra molisano.