Compensi da 23mila euro al mese per i Commissari ad acta: Aumentano gli sprechi e diminuiscono i servizi

di Francesco Bonomolo
Dividi et impera è una locuzione latina secondo cui il migliore espediente di una tirannide o di una autorità forte per controllare e governare un popolo è dividerlo, provocando rivalità e fomentando discordie. Con questo motto si sta facendo politica in Molise: si dice basta con i vitalizi e poi con l'altra mano si sparge denaro pubblico a discapito dei molisani. Si divide demagogicamente il pensiero politico dell'avversario con facili politiche populiste, come la riduzione degli stipendi dei Parlamentari e dei Consiglieri Regionali per poi acquisire un sempre più ampio consenso elettorale, con l'effetto della conquista di posti di potere.
Quante volte abbiamo sentito "bisogna dimezzare gli stipendi dei Parlamentari e quelli dei consiglieri regionali", ma poi è stato fatto? Quello che oggi è sotto gli occhi di tutti è la circostanza che invece di assegnare il commissariamento della Sanità al Presidente Toma, senza ulteriore spesa per la collettività, è stata approvata una legge ad hoc affinché il Governo gialloverde potesse mettere le mani sulle sanità regionali in piano di rientro.
La notizia di oggi, come da allegati, è che gli insostituibili Commissario e sub Commissario ad acta, tecnici della Sanità molisana, percepiscono la somma di 23mila euro al mese. I cittadini molisani non percepiscono l'utilità di questa ingente spesa, nè i risultati. Il pensiero comune è che a questo punto chiunque sarebbe capace di ricoprire il ruolo di Commissario, anche senza essere Generali, visto che il risultato finale è perseguire pervicacemente l'obiettivo di chiudere le strutture sanitarie pubbliche molisane. 
Altra notizia, di poche ore fa, riguarda i cittadini molisani in gravi difficoltà sanitarie, ovvero coloro che hanno i requisiti per riscuotere gli indennizzi previsti dalla legge 210 del 92, gli “indennizzi a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati”.
Attualmente gli indennizzi non vengono erogati dalla Regione dal momento che non sono ancora pervenuti i fondi dal Ministero della Salute e la struttura commissariale non ha autorizzato l'anticipazione con il Fondo sanitario Regionale (FSR), mentre paradossalmente Commissario e sub Commissario ad acta percepiscono il loro lauto stipendio, molto più elevato dell'intero importo dell'indennizzo, vitale per i malati di HCV ai quali spetta, ai sensi di legge, l'assegno bimestrale.
Purtroppo questo accade in Molise, nell'attesa del nuovo Piano Operativo 2019/2021, con la speranza che i Ministeri "affiancanti" e "vigilanti" ci lascino almeno un Ospedale, un ultimo baluardo del diritto alla salute costituzionalmente sancito. Il paradosso che deve far riflettere, inoltre, è che per il Molise non ci sono i soldi per mantenere operativi quei pochi nosocomi ancora esistenti, mentre per l'Abruzzo, a San Salvo precisamente, è stato già finanziata la costruzione di un'ulteriore struttura ospedaliera, proprio al confine con il Molise.
 
Stipendi Commissari ad acta: