#ilcielodellastanza, la nuova rubrica di Laura Venezia dedicata alla settima arte: il cinema

Tutti conoscono la sequenza finale di " Nuovo Cinema Paradiso", scritto e diretto da  Giuseppe Tornatore nel 1988. Due anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, in un piccolo paese siciliano il cinema è l'unico passatempo. Quasi nessuno può fare a meno di commuoversi guardando gli ultimi minuti, quando il protagonista Totò scopre il contenuto della bobina che l'amico Alfredo gli aveva lasciato in eredità: Una incredibile sequenza dei baci più celebri - e censurati - della storia del cinema. Chi può reprimere l'emozione al solo ricordo di questa scena bellissima? Forse è qui che si condensa tutto il senso del cinema, e il desiderio di parlarne. Con questa rubrica, una specie di diario in pillole dedicato al cinema e allo spettacolo ( oggi si va di fretta e la sintesi è gradita), cerco di raccontare non tanto il cinema dal punto di vista tecnico, quanto piuttosto attraverso gli scatti fotografici e lo sguardo. Perché sono sempre stata convinta di un fatto: La convinzione crea l'evidenza o, per dirla meglio, il pensiero crea il mondo. Prendere appunti con la macchina fotografica è la maniera più completa per dare vita ad una realtà. Al contrario degli appunti scritti con le parole, che possono sempre essere rimaneggiati e corretti, un appunto fotografico è sempre compiuto e non può essere cambiato. Un po' come la bobina di Totò, scatena un'impressione improvvisa, un'emozione spesso incontenibile. Il potere delle immagini schiude mondi nuovi, il cielo delle nostre piccole stanze.