Bocciata la legge regionale sul trasporto pubblico locale: Iorio attacca Niro, ma la legge è sua

di Francesco Bonomolo
La polemica sulla nuova legge regionale che regolamenta il Trasporto Pubblico Locale sta infiammando la politica regionale. La legge, da poco approvata dal Consiglio regionale, è stata bocciata dal Governo nazionale, che ha eccepito forti dubbi di incostituzionalità. Le critiche mosse al riguardo da Michele Iorio fanno molto riflettere, dal momento che il testo dell'attuale legge è stata votata in Consiglio Regionale dal M5S, dal  PD, da Michele Iorio, da Mena  Calenda e da Aida Romagnuolo. L'Assessore ai trasporti Vincenzo Niro aveva presentato, infatti, un'altra proposta - con il beneplacito del Governo e con la favorevole espressione di condivisione da parte dell'autorità di vigilanza - con il lotto unico e non il doppio lotto. A primo acchito è evidente che chi veramente abbia preso fischi per fiaschi sia proprio l'ex Governatore, che cerca in tutti modi di arrampicarsi sugli specchi.
Il consigliere lorio sembra, infatti, dimenticare di aver sostenuto, all'indomani del 22 dicembre 2019, che il Consiglio Regionale avesse di fatto sfiduciato l'assessore Niro, approvando una legge completamente diversa da quella presentata dallo stesso assessore. Per di più, sempre Iorio, dichiarando l'illegittimità della legge targata Niro, asseriva che la propria proposta, approvata dal Consiglio Regionale, rappresentava l'unico modello possibile e ragionevole per organizzare il sistema del trasporto pubblico extraurbano della Regione Molise. Desta perplessità l'accusa mossa dall'ex Presidente, tenuto conto che la legge che rischia di essere censurata non sia derivata dalla proposta Niro, bensì da quella dei consiglieri del PD, dei 5 stelle e di parte della maggioranza, ovvero di Calenda, di Romagnuolo, nonché dello stesso Iorio.
Oggi bisogna sottolineare che il suo appoggio alla normativa impugnata dal Governo aggrava il costo attuale di oltre 7milioni; pertanto, non si ravvisa alcun risparmio con l'intervento della novella legislativa. La prima legge regionale riferita al trasporto pubblico extraurbano risale al 2000, Legge Regionale n. 19; in seguito è stata modificata nel 2010, mentre  oggi, con le nuove modifiche apportate in Consiglio, sembrerebbe addirittura illegittima sul piano costituzionale.  Il Governo, difatti,  ha dichiarato che la legge "viola il diritto alla libera concorrenza" stabilita dal regolamento n. 1370; sostanzialmente sono state eccepite come incostituzionali proprio le modifiche apportate dal Consiglio (vedi Calenda, M5S, Romagnuolo, PD e Iorio) all'originaria proposta dell'assessore Niro.