Carrese di San Pardo patrimonio Unesco: al via l’iter progettuale di rete tra Italia, Spagna e Venezuela

L'amministrazione comunale di Larino scrive alla "Pia Associazione dei Carrieri di San Pardo" e Alle famiglie dei Carrieri di San Pardo

"Care concittadine, cari concittadini,

abbiamo pensato di proporre e lavorare con entusiasmo e con il supporto di competenze specifiche alla presentazione di un dossier internazionale di candidatura alla Lista del Patrimonio Immateriale UNESCO. L'idea è quella di unire insieme le comunità di diverse località e Paesi accomunate da forme espressive e devozionali simili: processioni e sfilate religiose con carri decorati e coppie di buoi aggiogati in onore dei rispettivi Santi Patroni inscindibilmente legati alla stagione primaverile, alle feste di rinascita della natura e al sacro vincolo tra uomo e natura, uomo e animale. La nostra festa di San Pardo vuole farsi promotrice e coordinatrice di questo dossier insieme con la festa in onore di Sant'Efisio a Cagliari, di Sant'Antonio di Santadi ad Arbus in Sardegna, della Romería per la Virgen del Rocío in Andalusia e delle molteplici celebrazioni per San Isidro Labrador del Venezuela. Si tratta di feste organizzate, almeno per una cospicua parte, intorno a processioni e cammini religiosi tra aree urbane e aree rurali condotte con carri trainati di buoi addobbati riccamente con decorazioni floreali di carta crespa, come nel caso dei carri di San Pardo e di altre feste italiane, con fiori freschi e altri abbellimenti pregiati come nella Romería andalusa e persino con vegetali e frutta come nel caso delle processioni di Isidro Labrador in Venezuela. Attraverso questo percorso si intende costruire una rete di cooperazione e impegno comune destinata comunque a creare nuove e inaspettate opportunità per le comunità e i territori coinvolti. La strada che ci attende è fatta di protocolli di intesa, di scambi di materiali documentari e fotografici; di scambi tra le scuole delle diverse località, di attività di catalogazione e valorizzazione condotte insieme (mostre, documentari, occasioni di confronto scientifico e di festa condivisa). Le comunità sono il cuore stesso di questo processo: è preziosa la loro testimonianza e il loro consenso informato, le loro fotografie, i loro documenti visivi. Li raccoglieremo secondo tappe e momenti di discussione nei quali puntualmente ci confronteremo. Le istituzioni locali e nazionali devono essere partecipi: i Comuni deputati a gestire la salvaguardia e la valorizzazione delle feste a livello locale; i Ministeri e gli Istituti per il Patrimonio impegnati a tutelare e promuovere questi patrimoni culturali su scala più ampia e globale. Al centro, però, restano sempre le comunità: le pie associazioni, le confraternite e i comitati parrocchiali che organizzano la socialità e la devozione collettiva nelle diverse località e Paesi. Il processo partecipativo attraverserà questo anno di sospensione delle feste e delle processioni, raccogliendo testimonianze dei rituali sostitutivi messi in campo nelle diverse realtà locali. Si dipanerà poi nel 2021 attraverso la raccolta dei consensi e della documentazione nei diversi contesti, la redazione degli inventari delle rispettive pratiche rituali e l'organizzazione di alcune importanti occasioni di scambio e confronto comuni per poterne dar conto nel dossier finale da consegnare al Comitato UNESCO nel Marzo 2022. Può essere un'occasione preziosa di conservazione, preliminare a una piena valorizzazione dei luoghi e delle persone. Un’ opportunità importante che consente di valorizzare la nostra festa e di promuovere la conoscenza della nostra città fuori dai confini nazionali, con ricadute positive nel settore del turismo ed in generale dell’economia locale. Un'occasione per crescere come festa e come città in rinnovata unità di intenti, nel nome di San Pardo e di questa terra".