Fusione FCA Fiat - PSA Peugeot, Miccoli: “Patto PD nazionale e PD Molise per tutelare lo stabilimento di Termoli”

Con questa riunione abbiamo sancito un patto. Da oggi in poi il Pd Molise e il Pd nazionale con il Comparto Lavoro, agiranno all’unisono e saranno uniti nello sforzo di dare risposte ai lavoratori.
Inoltre ribadiamo l’impegno del Pd nazionale a venire in Molise, siamo pronti a dare un segnale forte, siamo pronti a sostenervi perché dobbiamo difendere la storia della Fiat di Termoli che non deve diventare un deserto industriale
”. Chiare ed inequivocabili le parole di Marco Miccoli, Responsabile Lavoro Segreteria Nazionale Pd, invitato a partecipare alla videoconferenza organizzata dal Pd Molise sul tema della fusione tra la FCA-Fiat e la PSA-Peugeot.

L’incontro online ha visto la partecipazione del segretario Pd Molise Vittorino Facciolla, i vice segretari regionali e diversi esponenti delle Federazioni locali del Partito.

A causa dell’emergenza Covid il mercato dell’automobile è tra quelli che ha sofferto e soffre di più la crisi dei consumi. La vicenda che riguarda la fusione tra FCA e Peugeot-PSA ha iniziato a venir fuori proprio nel periodo del lockdown quando a fronte della richiesta di prestito allo Stato da parte di FCA, PD e sigle sindacali hanno richiamato l’attenzione su diversi punti quali il piano per l’occupazione, la transizione ecologica e gli investimenti su ricerca e innovazione tecnologica - ha spiegato Marco Miccoli. Nel contempo è apparso evidente che FCA sta virando sempre più verso la direzione di assemblatore di componenti creati da altri, piuttosto che nella direzione della produzione in un’ottica di innovazione. In Italia si tenderà a produrre sempre meno, quasi tutta la produzione FCA attualmente è in Polonia mentre in Italia rimangono solo alcune produzioni come ad esempio quella della Fiat 500 elettrica a Mirafiori e le componenti per la Jeep Renegade ibrida a Melfi. Ovviamente da quando si parla di fusione con Peugeot ogni stabilimento teme per il proprio destino ed è questo che dobbiamo modificare. Il destino di ogni stabilimento italiano non deve essere individuale e singolo, il destino di tutti gli stabilimenti italiani deve essere coordinato e legato ad Piano Strategico nazionale ed europeo concordato col Governo perché quando si ottengono molteplici aiuti dal Governo (prestiti e ore di cassa di integrazione), come nel caso della Fiat, ci deve essere un patto di lealtà con lavoratori, attori locali e partiti politici che sono in campo per difendere i lavoratori. Miccoli, inoltre, invita a prestare la massima attenzione alle ipotesi di incentivazione all’uscita dal lavoro che stanno attraversando tutti gli stabilimenti FCA nazionali, ribadendo con forza che bisogna legare insieme il destino e il futuro di ogni stabilimento nazionale. Non si può discutere del futuro di Termoli senza discutere del futuro di Pomigliano o Melfi, continua Miccoli. “Noi dal canto nostro siamo pronti a percorrere tutto il territorio per salvaguardare gli stabilimenti Fiat sul territorio nazionale, il Pd nazionale e quello locale saranno uniti nella tutela degli stabilimenti Fiat, compreso quello di Termoli, dove verremo personalmente per dare un segnale di forza e di presenza” ha concluso Miccoli.

Il segretario del Pd Molise, Vittorino Facciolla, ha sottolineato l’importanza della sinergia con il Partito nazionale: “Da questo patto e con questa nuova sinergia noi prenderemo spunto per immaginare un percorso di resistenza del territorio. Sentiamo l’esigenza di una filiazione stretta con il Partito nazionale. Per noi è stato importantissimo che il Ministro Provenzano sia venuto in Molise a gennaio e abbia visitato la Fiat di Termoli, è stato un grande momento di attenzione del Partito nazionale al nostro territorio. In questo momento non possiamo permettere che la competitività di questo territorio sia svilita e il Partito deve avere la sensibilità giusta nei confronti di temi che devono essere nella centralità dell’agenda dello stesso”. Facciolla, inoltre, riprendendo le sollecitazioni di Miccoli, sottolinea come transizione ecologica e ricerca siano le chiavi strategiche di sviluppo per FCA, ma anche di sostenibilità occupazionale per tutto l’indotto che ruota intorno al mondo FCA di Termoli.

Ad illustrare al deputato Miccoli il contesto socio culturale dello stabilimento Fiat di Termoli è stato Antonio Pardo D’Alete che ha ripercorso i tratti più salienti della storia dell’insediamento in Molise: dall’arrivo della Fiat negli anni Settanta insieme allo Zuccherificio e all’acciaieria Stefana e la nascita del Nucleo Industriale fino alla marcia dei 40mila a Torino quando la Fiat mise in cassa integrazione la maggior parte dei lavoratori e molti non rientrarono. D’Alete ha ripercorso la crescita della società molisana con l’esodo di migliaia di persone provenienti da fuori regione e gli insediamenti a Termoli e nei paesi limitrofi ed ha fatto un’analisi puntuale di come lo stabilimento Fiat sia poi diventato anche fucina di amministratori locali che trovavano in questa nuova comunità un bacino di consensi. “Oggi ci chiediamo che cosa s쳭erà con l’accordo Fiat Peugeot, - ha concluso D’Alete - il nuovo piano industriale potrebbe indebolire molto il nostro stabilimento e una battuta arresto in questo momento sarebbe davvero pericolosa per il nostro territorio”.

Un contributo più propriamente tecnico è stato portato da Enrico D’Amario, dipendente Fiat, che ha spiegato come nel tempo si sta modificando la struttura stessa degli stabilimenti, da sedi ad alta specializzazione ai nuovi ‘centri di lavoro’, così come vengono chiamati i nuovi impianti che sono molto flessibili ma allo stesso tempo consentono produzioni più esigue. “Sarà importante capire quali saranno i volumi produttivi dopo la fusione con Peugeot perché da questo dipende la quantità di organico necessario - ha detto D’Amario -. Gli stessi motori che faremo a Termoli li fa già la Peugeot quindi bisognerà capire come le due cose potranno essere compatibili e cosa prevederà il nuovo piano industriale”.