Sanità, approvate due mozioni del Movimento Cinque Stelle: Toma non si tiri indietro

Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità una mozione sulla carenza del personale medico e paramedico presso le strutture sanitarie pubbliche del Molise presentato dai Consiglieri Greco, De Chirico, Fontana, Nola e Primiani.
Con l’atto di indirizzo approvato l’Assise legislativa impegna il Presidente della Giunta regionale a promuovere e divulgare le seguenti linee di azioni e di indirizzo ai vertici dell’ASREM affinché procedano a:
• definire con speditezza le procedure concorsuali in corso e avviare le nuove selezioni per il reclutamento di personale medico e paramedico decretandone i vincitori nel più breve tempo possibile;
• velocizzare le procedure concorsuali destinate al reclutamento dei Direttori di UOC prevedendo commissioni esterne imparziali e scevre da qualsiasi conflitto di interesse con i candidati affinché la selezione possa effettivamente premiare i medici in possesso delle migliori capacità e competenze;
• appostare adeguate risorse tese a finanziare un numero di contratti aggiuntivi di formazione medica specialistica non infermieristica a 10 unità per ogni anno;
• verificare la possibilità di inserimento dei medici privi del diploma di specializzazione nei Dipartimenti di Emergenza affinché possano espletare determinate attività, previa frequenza di un apposito corso formativo sulla scorta di quanto già avvenuto nella Regione Veneto.

Il Consiglio regionale ha inoltre approvato all’unanimità una mozione per il miglioramento ed efficientamento del servizio di continuità assistenziale (ex Guardie mediche) proposto dai Consiglieri Greco, De Chirico, Manzo, Fontana, Nola e Primiani.
La mozione parte dalla considerazione dei fattori di rischio che rappresentano le caratteristiche orografiche e lo stato delle reti stradali del territorio molisano (con particolare riferimento alle aree interne) al verificarsi di emergenze di carattere sanitario, nelle quali, come noto, è necessario agire con celerità. Si prende quindi coscienza che i presidi di continuità assistenziale assumono primaria importanza per garantire risposte veloci ai bisogni di cura dei cittadini, e per evitare la congestione dei Pronto soccorso e l’ospedalizzazione inappropriata. Si prende quindi atto che sussiste un oggettivo problema di inadeguatezza sia delle strutture immobiliari adibite a sedi di Servizio di Continuità assistenziale sia delle dotazioni strumentali di cui è stato provvisto il personale medico operante.
Pertanto l’Assise consiliare, con l’atto di indirizzo approvato, impegna il Presidente della Regione a:
• mappare i presidi territoriali al fine di elaborare un nuovo piano di sicurezza, più adeguato alle necessità segnalate dagli operatori sanitari;
• ricollocare le citate sedi, qualora possibile, in zone meno periferiche dei centri abitati, ove attualmente trovano alloggi;
• ristrutturare i presidi fatiscenti, dando ognuno di essi degli impianti minimi necessari (impianto termo-idraulico e impianto di riscaldamento);
• installare connessioni alla rete internet in tutte le sedi, anche al fine di garantire un punto di unico accesso al SSN e promuovere la dematerializzazione delle ricette mediche e delle certificazioni;
• implementare le connessioni telefoniche fisse, con possibilità di effettuare chiamate in uscita e dotando le sedi di apparecchi telefonici abilitati ai servizi di unità (ad esempio servizio ”chi è”);
• incrementare la dotazione di auto di servizio a favore dei medici di continuità assistenziale, così come previsto dagli Accordi Collettivi di lavoro;
• predisporre un sistema di telesoccorso con connessione ad accesso remoto a numeri telefonici in reperibilità (ad esempio braccialetti o altri dispositivi salvavita).