Toma a Rai1 conferma zona rossa: scarica tutte le colpe su Arcuri e Giustini sulla gestione Covid

di Viviana Pizzi

Il presidente della Regione Donato Toma anche davanti alle telecamere di Rai 1 oggi pomeriggio ha portato, a livello nazionale, il dibattito che da mesi affolla le aule del consiglio regionale. Partendo dal Gap sanitario alle mancate competenze attribuitegli dal Governo a livello sanitario. Lasciando di stucco anche gli ospiti del programma "Oggi è un altro giorno". 

"Non ho potere sulla sanità molisana - ha dichiarato - ma ci tengo a precisare che quando sono arrivato partivo da un Gap gravissimo dove non esisteva un ospedale Dea di secondo livello. Per realizzare il centro Covid ci sono state gravi lungaggini burocratiche. Il progetto firmato dal Commissario ad acta, che lo ricordo sostituisce i poteri del Presidente, della Giunta  e del consiglio regionale, è del luglio scorso. A novembre l'ex commissario per l'emergenza Domenico Arcuri non aveva firmato nemmeno le autorizzazioni al soggetto attuatore (Asrem) per  partire. Successivamente abbiamo chiesto dei moduli di terapia intensiva che saranno pronti a fine mese; 10 a Campobasso, 10 a Termoli e 6 a Isernia"

A quel punto la conduttrice del programma gli ha chiesto se c'è una responsabilità politica in tutto questo.
"Esiste ed è gravissima- ha sostenuto Toma-  ricordo che posso solo stimolare a prendere alcune decisioni. Il potere? Il Governo in materia sanitaria, scegliendo un commissario esterno ha scelto di non darmelo".

Toma, come già aveva fatto stamattina a Radio Rai 1 ha confermato che il Molise ha ancora bisogno di stare in zona rossa. "Gli effetti si cominciano a vedere solo adesso- ha continuato- i dati sono in lieve miglioramento e l'indice Rt nel dato minimo è inferiore a 1 e basterebbe per tornare in zone meno restrittive. Siamo però ancora al 67% di terapie intensive occupate e al 43% di ospedali pieni". 

Ma prima dell'intervento in diretta del presidente Toma anche Rai 1 come la nostra redazione ha intervistato Angelo Contessa, il responsabile del progetto della Torre Covid di Campobasso che ha confermato quanto detto ieri sera ai nostri microfoni, "Hanno insistito che la Torre Covid possa essere realizzata facendo a meno di qualsiasi normativa e di qualsiasi autorizzazione, utilizzando delle specifiche deroghe esonerando la società appaltatrice da qualsiasi responsabilità. Realizzarlo risulta impossibile".

Prima ancora sono stati snocciolati dei dati sulla mortalità in Molise intervistando Marilena, la parente di una delle vittime del Covid che era entrata negativa al Cardarelli di Campobasso. Ad oggi il 40% dei ricoverati muore. A confermare l'estrema precarietà nel servizio anche il primario di Chirurgia Cecere..