Accadde Oggi 27 marzo #almanacco

Oggi 27 marzo la Chiesa festeggia la Madonna dei Lavoratori, Torino

1 a.C. – Data tradizionalmente indicata come concepimento di Gesù
1272 – Gregorio X è consacrato Papa della Chiesa cattolica
1625 – Carlo I d’Inghilterra diventa re d’Inghilterra e Scozia
1638 – Calabria: Terremoto del 27 marzo 1638
1782 – Charles Watson-Wentworth, marchese di Rockingham diventa primo ministro della Gran Bretagna
1836 – Rivoluzione del Texas: Massacro di Goliad – Antonio López de Santa Anna (Santa Ana) ordina all’esercito messicano l’uccisione di 400 texani
1855 – USA: il geologo canadese Abraham Gesner brevetta il cherosene (o kerosene) distillato dal petrolio
1861 – Torino: dopo un discorso alla Camera di Cavour, Roma viene indicata come Capitale del Regno d’Italia
1933 – Reginald Gibson ed Eric William Fawcett scoprono il polietene (o polietilene)
1938 – Battaglia di Tai er zhuang
1941 – Attacco su Pearl Harbor: la spia giapponese Takeo Yoshikawa giunge a Honolulu Hawaii ed inizia a studiare la flotta degli Stati Uniti di stanza a Pearl Harbor
1958 – Nikita Khruščёv diventa primo ministro dell’Unione Sovietica
1964 – Alle 17:36 locali, il più potente terremoto mai registrato negli USA (magnitudo 9.2 della Scala Richter) colpisce l’Alaska centro-meridionale: 125 le vittime e ingenti i danni specie nella città di Anchorage
1975 – Esce nella sale il primo film della saga di Fantozzi
1977 – Disastro aereo di Tenerife (Isole Canarie): due Boeing 747 vengono a collisione: 583 le vittime
1985 – Roma: le Brigate Rosse uccidono all’Università di Roma dove insegnava, l’economista Ezio Tarantelli
1994 – In Italia si svolgono le elezioni politiche che vedono, per la prima volta, la vittoria di Silvio Berlusconi e della coalizione di centrodestra, sulle due coalizioni di centro e di sinistra
2002 – Un attacco suicida uccide ventotto persone a Netanya, Israele
2009 – In Indonesia cede una diga di un lago artificiale, uccidendo 99 persone.

Giornata mondiale del teatro

Nati

Mariah Carey (1970)
Cesare Cremonini (1980)
Alfred De Vigny (1797)
Quentin Tarantino (1963)

Morti

Yuri Gagarin (1968)
Billy Wilder (2002)
Dudley Moore (2002)

Oggi vi porteremo nel mondo di Yuri Gagarin astronauta

Jurij Alekseevič Gagarin Klušino9 marzo 1934 – Kiržač27 marzo 1968) è stato un cosmonautaaviatore e politico sovietico, primo uomo a volare nello Spazio, portando a termine con successo la propria missione il 12 aprile 1961 a bordo della Vostok 1.

In seguito a questo storico volo, che segnò una pietra miliare nella corsa allo spazio, Gagarin divenne una celebrità internazionale e ricevette numerosi riconoscimenti e medaglie, tra cui quella di Eroe dell'Unione Sovietica, la più alta onorificenza del suo paese. La missione sulla Vostok 1 fu il suo unico volo spaziale, anche se in seguito venne nominato come cosmonauta di riserva nella missione Sojuz 1, conclusasi in tragedia al momento del rientro con la morte del suo amico Vladimir Komarov. Successivamente Gagarin servì come vice direttore del centro per l'addestramento cosmonauti, che in seguito prese il suo nome.

Nel 1962 venne eletto membro del Soviet dell'Unione e poi nel Soviet delle Nazionalità, rispettivamente la camera bassa e la camera alta del Soviet Supremo dell'Unione Sovietica. Gagarin morì nel 1968 a seguito dello schianto, avvenuto nei pressi della città di Kirzhach, del MiG-15 su cui si trovava a bordo con l'istruttore di volo Vladimir Seryogin in occasione di un volo di addestramento.

Jurij Gagarin nacque il 9 marzo 1934 a Klušino (un villaggio nell'oblast' di Smolensk, nell'allora Unione Sovietica). I suoi genitori lavoravano in una di quelle fattorie collettive che erano sorte in Russia sul finire della rivoluzione del 1917; il padre Alexey Ivanovich Gagarin faceva il falegname, mentre la madre Anna Timofeyevna Gagarina era una contadina. Yuri era il terzo di quattro figli; suo fratello maggiore Valentin era nato nel 1924 e già all'età di dieci anni aiutava la famiglia seguendo il bestiame, mentre sua sorella Zoya, nata nel 1927, aiutava i genitori nel prendersi cura di "Yura" e del loro fratello minore Boris, nato nel 1936. 

Come milioni di cittadini dell'Unione Sovietica, la famiglia Gagarin patì l'invasione nazista durante la seconda guerra mondiale: Klušino venne occupata nel novembre 1941 durante l'avanzata su Mosca e un ufficiale tedesco occupò la residenza dei Gagarin. Sul terreno dietro la loro casa, alla famiglia venne permesso di costruire una capanna di fango di circa 3 metri per 3, dove trascorsero ventuno mesi, fino alla fine della guerra. I suoi due fratelli più grandi furono deportati in Polonia dagli occupanti, nel 1943, per essere impiegati in lavori forzati e non tornarono a casa fino a quando il conflitto non finì due anni più tardi. Nel 1946 la famiglia si trasferì a Gzhatsk, dove Gagarin poté riprendere gli studi secondari. 

Nel 1950 Gagarin iniziò un apprendistato come fonditore in un'acciaieria a Lyubertsy, vicino a Mosca, e si iscrisse ad una scuola locale di "giovani lavoratori" per le lezioni serali di settima elementare. Dopo essersi diplomato nel 1951, conseguendo sia alla settima elementare che alla scuola professionale il massimo dei voti in lavori di stampaggio e fonderia, venne selezionato per iscriversi all'istituto tecnico industriale di Saratov, dove studiò le macchine agricole e conseguì il diploma di metalmeccanico. Mentre si trovava a Saratov, Gagarin iniziò ad appassionarsi al volo; si iscrisse ad un aeroclub, dove nel fine settimana prendeva lezioni, iniziando a pilotare prima un biplano per poi passare ad uno Yak-18. Nel frattempo, per guadagnarsi da vivere, lavorava come marinaio sul fiume Volga

Nel 1955 Gagarin fu accettato alla scuola di volo militare di Orenburg. All'inizio svolse il suo addestramento sullo Yak-18, che gli era già familiare, e in seguito, nel 1956, si qualificò per il pilotaggio del MiG-15. Gagarin ebbe problemi per ben due volte nel far atterrare l'aereo da addestramento a due posti, rischiando l'espulsione dalla scuola; tuttavia il comandante del reggimento decise di dargli un'altra possibilità. L'istruttore di volo gli fornì un cuscino su cui sedersi, il che migliorò la sua visuale dall'abitacolo e così atterrò con successo. Dopo aver completato la sua valutazione su di un aereo da addestramento, Gagarin iniziò a volare da solo nel 1957. 

Il 5 novembre 1957, dopo aver accumulato 166 ore e 47 minuti di volo, Gagarin fu nominato luogotenente nelle forze aeree sovietiche. Il giorno successivo si diplomò alla scuola di volo e venne inviato alla base aerea di Luostari vicino al confine norvegese dell'oblast' di Murmansk per un incarico di due anni nella la flotta del Nord. Il 7 luglio 1959 venne classificato come pilota militare di terza classe. Dopo aver espresso interesse per l'esplorazione dello spazio in seguito al lancio di Luna 3 del 6 ottobre 1959, la sua raccomandazione al programma spaziale sovietico fu approvata e trasmessa dal tenente colonnello Babushkin. A questo punto, Gagarin aveva accumulato 265 ore di volo. e il 6 novembre 1959 venne promosso al grado di primo tenente, tre settimane dopo essere stato intervistato da una commissione medica per la qualificazione al programma spaziale. 

La selezione di Gagarin per il programma Vostok venne supervisionata da una commissione guidata dal maggiore generale Konstantin Fëdorovič Borodin del servizio medico dell'esercito sovietico e di cui facevano parte, tra gli altri, il colonnello Evgenij Anatol'evič Karpov, che sarebbe diventato il responsabile del centro di addestramento, e il colonnello Vladimir Jazdovskij, capo dei fisici che studiarono il volo di Gagarin. I candidati vennero sottoposti a test fisici e psicologici condotti presso un centro di ricerca di Mosca. La commissione limitò la selezione ai piloti con un'età fra i 25 e 30 anni. L'ingegnere capo del programma Sergej Pavlovič Korolëv Korolev impose anche che i candidati, per adattarsi allo spazio limitato nella capsula Vostok, dovessero pesare meno di 72 kg e non essere alti più di 1,70 m. Gagarin era alto 1,57 m. 

Da un iniziale gruppo di 154 piloti qualificati selezionati tra le loro unità dell'Aeronautica Militare, i medici militari scelsero 29 candidati cosmonauti, 20 dei quali vennero approvati dal governo sovietico. I primi dodici, incluso Gagarin, vennero accettati il 7 marzo 1960 e altri otto furono aggiunti in una serie di ordini successivi emessi fino a giugno. Gagarin iniziò ad addestrarsi all'aeroporto di Khodynka, nel centro di Mosca, il 15 marzo 1960. Il programma di addestramento includeva esercizi fisici vigorosi e ripetitivi che Alexei Leonov, appartenente al primo gruppo di dodici, descrisse come affini all'allenamento per i Giochi Olimpici. Nell'aprile del 1960, iniziarono le prove con il paracadute nell'oblast' di Saratov e ciascuno degli aspiranti eseguì tra i circa 40 e i 50 lanci, sia da bassa che da alta quota, sia su terra che su acqua. 

Gagarin risultò il candidato preferito quando fu chiesto ai 20 prescelti di esprimere una valutazione anonima su chi avrebbe meritato di essere la prima scelta per la missione; tutti tranne tre lo scelsero. Uno di questi candidati, Evgenij Chrunov, riteneva che il compagno fosse molto concentrato e esigesse da se stesso e dagli altri quanto necessario. Il 30 maggio 1960, Gagarin venne scelto per far parte di un ristretto gruppo di sei persone che avrebbe seguito un percorso di addestramento accelerato dal quale sarebbe stato scelto il primo cosmonauta. Gli altri membri del gruppo erano Anatolij KartašovAndrijan NikolaevPavlo PopovyčGerman Titov e Valentin Varlamov. Tuttavia, Kartashov e Varlamov si infortunarono e quindi vennero sostituiti da Chrunov e Neljubov

Poiché molti dei candidati selezionati per il programma, tra cui Gagarin, non avevano titoli di studio superiori, erano stati iscritti a un programma di corsi per corrispondenza presso l'Accademia di ingegneria aeronautica militare "N. E. Žukovskij". Gagarin si iscrisse al programma nel settembre 1960 e non ottenne il diploma specialistico fino all'inizio del 1968. Gagarin fu anche sottoposto a esperimenti volti per testare la resistenza fisica e psicologica, inclusi i test di ipossia, rinchiudendo i cosmonauti in una stanza da cui veniva lentamente pompata fuori l'aria, e a test di tenuta psicologica. I test psicologici inclusero il soggiorno dei candidati in una camera anecoica in completo isolamento; Gagarin ci rimase dal 26 luglio al 5 agosto. Si addestrò per il volo imminente anche sperimentando forze g in una centrifuga. Nell'agosto del 1960, un medico sovietico dell'aeronautica valutò la sua personalità come segue: 

«Modesto; imbarazzo quando il suo umorismo diventa un po' troppo a�; alto grado di sviluppo intellettuale evidente in Jurij; memoria fantastica; si distingue dai suoi colleghi per il suo senso acuto e di vasta portata di attenzione a ciò che lo circonda; un'immaginazione ben sviluppata; reazioni rapide; perseverante, si prepara scrupolosamente per le sue attività e esercizi di allenamento, gestisce con facilità la meccanica celeste e le formule matematiche ed eccelle nella matematica superiore; non si sente vincolato quando deve difendere il suo punto di vista se si considera giusto; sembra che capisca la vita meglio di molti suoi amici.»

Nel gennaio 1961 i sei prescelti furono nominati "piloti-cosmonauti" e iniziarono un ulteriore esame di due giorni capitanato dal sovraintendente del programma Vostok Nikolaj Kamanin. La commissione effettuò una simulazione all'interno di una riproduzione a grandezza naturale della capsula Vostok. Gagarin, Nikolaev, Popovič e Titov ottennero ottimi risultati. Gagarin fu il migliore nel successivo test scritto e fu chiamato con Titov e Neljubov a sostenere la preparazione finale per la missione. L'8 aprile Kamanin annunciò che Gagarin sarebbe stato il pilota principale e Titov la riserva. Lo storico Asif Siddiqi scrive della selezione finale: 

«Alla fine, alla riunione della Commissione di Stato dell'8 aprile, Kamanin si alzò e nominò formalmente Gagarin come pilota principale e Titov come suo eventuale sostituto. Senza molte discussioni, la commissione approvò la proposta e passò ad altre questioni logistiche dell'ultimo minuto. Si presumeva che nel caso in cui Gagarin avesse sviluppato problemi di salute prima del decollo, Titov avrebbe preso il suo posto, con Neljubov che fungeva da riserva.»

Il volo dell'allora maggiore Jurij Gagarin cominciò il 12 aprile 1961, alle ore 9:07 di Mosca, all'interno della navicella Vostok 1 (Oriente 1), del peso di 4,7 tonnellate.

Per tale missione Gagarin aveva scelto il nominativo кедр ("kedr", cedro), usato durante il collegamento via radio. Di seguito un frammento delle comunicazioni intercorse tra sala di controllo:

«Korolev: fase preliminare ... intermedia ... principale ... decollo! Ti auguriamo un buon volo. È tutto a posto. Gagarin: Andiamo! Arrivederci, fino a quando [ci incontriamo] presto, cari amici. »

Il saluto di Gagarin a Korolev, in cui utilizzò la parola informale Pojéchali! (Поехали! - "Andiamo!") successivamente divenne nel blocco orientale un'espressione comune che fu utilizzata per riferirsi all'inizio dell'era spaziale. I cinque motori del primo stadio si accesero fino a quando vi fu la prima separazione, che comportò l'espulsione dei quattro razzi laterali, lasciando solo il motore centrale. Successivamente, lo stadio centrale si separò mentre il razzo si trovava in una traiettoria suborbitale e con lo stadio superiore che lo spingeva verso l'orbita terrestre. Una volta terminata la fase di propulsione, lo stadio superiore si separò dal veicolo spaziale, il quale rimase in orbita terrestre per 108 minuti completando un'intera orbita ellittica attorno alla Terra, raggiungendo un'altitudine massima (apogeo) di 302 km e una minima (perigeo) di 175 km, viaggiando a una velocità di 27400 km/h. Durante il volo, con un ordine speciale, Gagarin venne promosso a pilota militare di prima classe con il grado di maggiore.

Gagarin, il primo uomo a vedere la la Terra dallo spazio, osservandola disse:

«Il cielo è molto nero, la Terra è azzurra. Tutto può essere visto molto chiaramente»

Questa frase di Gagarin restò nella memoria collettiva ed è all'origine dell'epiteto "pianeta azzurro" con il quale spesso è definita la Terra.

Dopo aver completato l'orbita, un volo che Gagarin trascorse essenzialmente da passeggero (il controllo della navicella spaziale era infatti gestito da un computer a terra: i comandi di bordo erano bloccati, ma attivabili in caso di necessità agendo su un’apposita chiave), la capsula frenò la sua corsa, accendendo i retrorazzi in modo da consentire il rientro nell'atmosfera terrestre pianificato per effettuarsi in Kazakistan. Gagarin divenne così il primo umano ad orbitare attorno alla Terra. 

Quando si trovava oramai a circa 7 000 metri da terra, Gagarin venne espulso dall'abitacolo e paracadutato a terra. Nei resoconti ufficiali si affermò che era invece atterrato all'interno della capsula, per conformarsi alle regole internazionali sui primati di quota raggiunta in volo, un'omissione che divenne evidente dopo il successivo volo di Titov su Vostok 2 quattro mesi dopo. Tuttavia, tali regole vennero modificate e Gagarin continua ad essere riconosciuto a livello internazionale come il primo umano nello spazio e il primo a orbitare attorno alla Terra. 

Il volo terminò alle 10:55, ora di Mosca, in un campo a sud della città di Ėngel's (oblast' di Saratov), più a ovest rispetto al sito pianificato di rientro. 

Il volo di Vostok 1 fu un trionfo per il programma spaziale sovietico e Gagarin divenne un eroe nazionale, nonché una celebrità mondiale. I giornali di tutto il mondo pubblicarono la sua biografia e i dettagli della sua missione. In occasione delle celebrazioni per il suo ritorno, venne scortato in un lungo corteo da funzionari di alto rango per le strade di Mosca fino a giungere al Cremlino dove, in una sontuosa cerimonia, Nikita Krusciov gli conferì il titolo di Eroe dell'Unione Sovietica. Ulteriori manifestazioni di giubilo di massa si tennero in altre città dell'Unione. 

Gagarin si guadagnò la reputazione di abile personaggio pubblico e venne notato anche per il suo sorriso carismatico. Il 15 aprile 1961, accompagnato da funzionari dell'Accademia sovietica delle scienze, rispose ad alcune domande in una conferenza stampa a Mosca davanti, a quanto riferito, a 1 000 giornalisti. Tre mesi dopo il ritorno sulla Terra, Gagarin si recò nel Regno Unito, visitando Londra e Manchester. Successivamente Gagarin intraprese un lungo viaggio all'estero, accettando l'invito di circa 30 paesi. Nei primi quattro mesi visitò BrasileBulgariaCanadaCubaCecoslovacchiaFinlandiaUngheria e Islanda. Per via della sua fama in continua ascesa, il presidente degli Stati Uniti John Kennedy vietò che visitasse gli Stati Uniti. 

Nel 1962, Gagarin prese parte al Soviet dell'Unione e venne eletto nel Comitato Centrale del Komsomol. Successivamente fece ritorno alla “Città delle Stelle”, il luogo di addestramento dei cosmonauti, dove si occupò della progettazione di un veicolo spaziale riutilizzabile. Il 12 giugno 1962 divenne tenente colonnello delle Forze aeree sovietiche e il 6 novembre dell'anno successivo fu promosso al grado di colonnello. Il 20 dicembre, Gagarin divenne vicedirettore della struttura di addestramento per i cosmonauti. Funzionari sovietici, incluso Nikolaj Kamanin, cercarono di tenere Gagarin lontano da qualsiasi volo spaziale, preoccupati di perdere il loro eroe in un incidente notando che era "troppo caro all'umanità per rischiare la vita per un normale volo spaziale". Kamanin era anche preoccupato per l'eccessiva assunzione di bevande alcoliche da parte di Gagarin, ritenendo che l'improvvisa celebrità lo avesse messo a dura prova. Nonostante i conoscenti affermassero che Gagarin fosse un "bevitore sensibile", il suo programma di viaggi e rappresentanza lo metteva in situazioni sociali in cui si trovava a bere sempre di più alcolici. 

Due anni dopo, venne rieletto deputato dell'Unione Sovietica, ma questa volta al Soviet delle nazionalità, la camera alta. L'anno seguente, iniziò a riqualificarsi come pilota da combattimento e fu nominato pilota di riserva del suo amico Vladimir Komarov per la missione Soyuz 1. Kamanin si era opposto alla riassegnazione di Gagarin per una missione spaziale in quanto, dopo cinque anni lontano dall'addestramento, si riteneva che le sue abilità di volo si fossero deteriorate. Nonostante ciò, rimase un candidato alla missione Soyuz 1 fino a quando non venne sostituito da Komarov nell'aprile 1966 e riassegnato alla Soyuz 3

A causa di implicite pressioni politiche, il lancio di Soyuz 1 venne affrettato, nonostante le proteste di Gagarin il quale riteneva che fossero necessarie ulteriori misure di sicurezza. Gagarin accompagnò Komarov sulla rampa di lancio prima del decollo e trasmise al collega, dal centro di controllo di terra, le istruzioni per tentare di risolvere i molteplici guasti del sistema che si stavano presentando a bordo del veicolo spaziale. Nonostante i loro sforzi, la Soyuz 1 rientrò a Terra senza che i suoi paracadute si aprissero, uccidendo Komarov all'istante. Dopo l'incidente della Soyuz 1, a Gagarin fu definitivamente vietato l'addestramento e la partecipazione ad ulteriori voli spaziali. Venne anche temporaneamente sospeso dai voli per concentrarsi sugli studi accademici con la promessa che in futuro gli sarebbe stato concesso di riprendere l'addestramento in volo. Il 17 febbraio 1968, Gagarin discusse la sua tesi in ingegneria aerospaziale sulla configurazione aerodinamica degli aeroplani e si laureò con lode all'Accademia di Ingegneria Aeronautica Militare Žukovskij

Gagarin era uno sportivo appassionato e giocava a hockey su ghiaccio nel ruolo di portiere.  Era anche appassionato di basket e ha allenato la squadra della scuola tecnica industriale di Saratov, oltre ad arbitrare. 

Nel 1957, mentre era un cadetto nella scuola di volo, Gagarin incontrò in occasione delle celebrazioni del Primo Maggio nella Piazza Rossa di Mosca Valentina Gorjačeva, un tecnico medico laureata alla scuola medica di Orenburg. La coppia si sposò il 7 novembre dello stesso anno, lo stesso giorno in cui Gagarin si diplomò nella scuola di volo, ed ebbero due figlie. Elena Jur'evna Gagarina, nata nel 1959, è una storica dell'arte che dal 2001 ha ricoperto la carica di direttore generale dei Musei del Cremlino di Mosca; e Galina Jur'evna Gagarina, nata nel 1961, professore di economia presso l'Università russa di economia Plechanov

La figura di Gagarin venne ampiamente utilizzata dalla propaganda sovietica non solo per affermare la supremazia dell'URSS nella corsa allo spazio ma anche in favore dell'ateismo di Stato. A Gagarin è stata infatti attribuita da alcune fonti la celebre frase "Non vedo nessun Dio quassù". L'attribuzione della frase in realtà è controversa; non esiste alcuna registrazione delle comunicazioni che la riporti e potrebbe essere stata frutto della propaganda antireligiosa sovietica.

In un'intervista rilasciata all'agenzia Interfax nel 2006, l'amico intimo e collega di Gagarin, il colonnello Valentin Vasil'evič Petrov, docente presso l'accademia aeronautica militare intitolata allo stesso Gagarin, ha affermato che Jurij era battezzato nella chiesa ortodossa e credente e che ebbe varie testimonianze dirette di questa sua sensibilità verso il divino. Il colonnello è convinto che fu in realtà Nikita Chruščëv a coniare la famosa frase sull'assenza di Dio nello spazio

Nell'intervista, Valentin Vasil'evič Petrov, ha dichiarato infatti « [...] non è stato sicuramente Gagarin a dirlo, ma Krusciov! Ciò è stato durante la sessione plenaria del Comitato Centrale del PCUS in cui si decise di iniziare la propaganda antireligiosa. Krusciov [...] disse: "Perché state aggrappati a Dio? Gagarin volò nello spazio, ma non vide Dio!» Tuttavia, dopo qualche tempo, queste parole cominciarono a essere presentate in un modo diverso. Erano citate in riferimento non a Krusciov, ma a Gagarin, che era amato dal popolo, e una frase simile uscita dalle sue labbra sarebbe stata di grande importanza. Krusciov, dicevano, non è molto creduto, ma si crederà sicuramente a Gagarin. Ma Gagarin non ha mai detto questo, né avrebbe mai potuto dirlo. 

La rivista Foma nel 2011 ha riportato una frase del rettore della chiesa ortodossa della Città delle Stelle che disse che, poco prima del suo volo, Gagarin volle battezzare la figlia Elena e ha descritto come la famiglia Gagarin celebrasse ogni anno il Natale e la Pasqua, oltre a possedere in casa icone e immagini religiose.

Un altro esempio di come la figura di Gagarin sia stata sfruttata ai fini della propaganda antireligiosa sovietica è la pubblicazione dell'autobiografia pubblicata in Italia con il titolo Non c'è nessun dio quassù. In questo libro vengono attribuite a Gagarin frasi come Il volo dell'uomo nel cosmo ha inferto un duro colpo agli uomini di chiesa. Nella massa di lettere che mi venivano recapitate, leggevo con soddisfazione le confessioni in cui i credenti, sotto l'impressione delle conquiste della Scienza, rinunciavano a Dio, concordavano sul fatto che non esisteva Dio e tutto ciò che era associato al suo nome è finzione e nonsenso. In realtà, come è riportato nello stesso frontespizio dell'opera, il libro non è stato scritto dal cosmonauta, ma dai corrispondenti del quotidiano Pravda N. Denisov e S. Borzenko; può essere ritenuto quindi uno strumento di propaganda e non riflette necessariamente le convinzioni di Jurij Gagarin.

Indicativo sulle convinzioni religiose di Jurij Gagarin è anche il fatto che egli non firmò l'appello dei cosmonauti sovietici che condannava la religione, pubblicato nel 1966 sulla rivista Наука и религия (Scienza e religione) con il titolo Юным атеистам-ленинцам Страны Советов (Ai giovani atei-leninisti dei paesi sovietici).

Gagarin morì il 27 marzo 1968 a soli 34 anni, sette anni dopo la sua grande impresa, a bordo di un piccolo caccia MiG-15UTI, schiantatosi al suolo nelle vicinanze della città di Kiržač insieme all'istruttore di volo Vladimir Seryogin dopo che i due erano decollati dalla base aerea di Chkalovsky. I corpi di Gagarin e Seryogin vennero cremati e le loro ceneri poste presso le mura del Cremlino a Mosca. Avvolta nel segreto, la causa dell'incidente che uccise Gagarin è incerta ed è diventata oggetto di diverse teorie. Almeno tre indagini sull'incidente sono state condotte separatamente dall'Aeronautica sovietica, dalle commissioni ufficiali del governo e dal KGB. Secondo una biografia di Gagarin scritta da Jamie Doran e Piers Bizony, il KGB operò "non solo a fianco dell'Aeronautica Militare e dei membri della commissione ufficiale, ma anche contro di essi".

Il rapporto del KGB, declassificato nel marzo 2003, ha respinto le varie teorie della cospirazione suggerendo, invece, che le azioni intraprese dal personale della base aerea avessero contribuito allo schianto. Il rapporto affermava che un controllore del traffico avesse fornito a Gagarin informazioni meteorologiche obsolete e che al momento del decollo le condizioni si erano notevolmente deteriorate. La squadra di terra lasciò anche i serbatoi di carburante esterni attaccati al velivolo. Le attività di volo programmate necessitavano invece di tempo sereno e dell'assenza dei serbatoi. L'inchiesta ha concluso che l'aereo di Gagarin era entrato in una vite, a causa di un impatto con volatili o di una manovra improvvisa effettuata per evitare un altro aereo. A causa delle previsioni meteorologiche non corrette, l'equipaggio ritenne che la loro altitudine fosse maggiore rispetto alla realtà e così non riuscì a reagire correttamente per far uscire il MiG-15 dalla vite. Un'altra teoria, avanzata nel 2005, ipotizza che una presa d'aria della cabina fosse stata accidentalmente lasciata aperta dall'equipaggio precedente, portando alla privazione di ossigeno e lasciando l'equipaggio incapace di controllare l'aeromobile. Una teoria simile, pubblicata sulla rivista Air & Space, propone che l'equipaggio avesse riscontrato la valvola aperta e che avesse eseguito la procedura di immediata discesa ad una quota più bassa. Tale discesa gli aveva, tuttavia, fatto perdere conoscenza portandoli di conseguenza allo schianto.

Il 12 aprile 2007, il Cremlino ha posto il veto a una nuova indagine sulla morte del cosmonauta. Funzionari del governo hanno dichiarato di non aver riscontrato alcun motivo per iniziare nuove inchieste. Nell'aprile 2011, i documenti di una commissione del 1968 istituita dal Comitato Centrale del PCUS per indagare sull'incidente furono declassificati, rivelando che la conclusione originale della commissione fosse che Gagarin o Seryogin avessero manovrato bruscamente per evitare un pallone meteorologico o per evitare "l'ingresso nel limite superiore del primo strato di copertura nuvolosa", portando il velivolo in un "super-critico regime di volo e al suo stallo in condizioni meteorologiche complesse".

Leonov, che successivamente fu anche membro di una commissione statale istituita per indagare sull'incidente, quel giorno stava conducendo sessioni di addestramento con il paracadute e sentì "due forti boom in lontananza". Ritenne che un Sukhoi Su-15 volasse al di sotto della sua altitudine minima e, "senza rendersene conto a causa delle terribili condizioni meteorologiche, fosse passato tra i 10 e i 20 metri dall'aereo di Yuri e Seregin nel momento in cui superava la barriera del suono". La turbolenza che ne sarebbe derivata avrebbe mandato il MiG-15UTI in una vite incontrollata. Leonov ha affermato che il primo boato udito era stato quello del jet che passava alla velocità supersonica mentre il secondo quello dello schianto dell'aereo di Gagarin.  In un'intervista rilasciata nel giugno 2013 alla rete televisiva russa RT, Leonov riferì che un rapporto sull'incidente confermasse la presenza di un secondo aereo, un Su-15 "non autorizzato", che volava nell'area. Tuttavia, come condizione per poter discutere del rapporto declassificato, a Leonov è stato impedito di rivelare il nome del pilota del Su-15 che a quell'epoca aveva 80 anni ed era in cattive condizioni di salute.