MUORE PER COVID, DOPO ESSER STATA RICOVERATA PER FLEBITE: IL TRIBUNALE NOMINA IL CTU PER ACCERTARE LA CAUSA DEL DECESSO - Molise Web giornale online molisano

Muore per Covid, dopo esser stata ricoverata per flebite: il tribunale nomina il CTU per accertare la causa del decesso

L'avvocato Vincenzo Iacovino, difensore del comitato "Vittime per il Covid" e il presidente Francesco Mancini comunicano, che il tribunale di Campobasso ha appena nominato un tecnico per verificare le responsabilità dell'ospedale di Campobasso sulla morte della donna che sembrerebbe abbia contratto il Covid all'interno del nosocomio.
«Ricovera d’urgenza al pronoto soccorso del Cardarelli, per una flebite, viene subito sottoposta a test molecolare risultando negativa al covid.
Dopo tre giorni di ricovero al pronto soccorso e cure antibiotiche, finalmente va al reparto di Chirurgia dove il 2 gennaio del 2021 viene rilevata la presenza di un focolaio nel reparto. La paziente sottoposta nuovamente a test molecolare questa volta risulta positiva al covid.
Trasferita al reparto anziano fragile-covid si presentano subito i primi segni di insufficienza respiratoria e polmonite bilaterale di origine virale. La pazienta, dopo qualche giorno si aggrava e muore.
I parenti dell’anziana vittima hanno dato mandato allo studio dell’avv. Vincenzo Iacovino chiamando in causa la ASREM per accertare le responsabilità del decesso.
Il Tribunale dei Campobasso con provvedimento, di qualche giorno fa, a firma Presidente di Sezione dott. Enrico Di Dedda, ha nominato il consulente tecnico chiamato ad accertare: la causa del decesso; le misure cliniche e organizzative adottate presso la struttura sanitaria; il tipo di trattamento eseguito dai sanitari sulla paziente nella fase della degenza sia prima che dopo il manifestarsi della sua positività al covid.
Il Giudice ha nominato un consulente tecnico di fuori regione onde evitare possibili conflitti di interessi.
Il Comitato “verità e dignità vittime covid” esprimendo soddisfazione e fiducia nella giustizia, sottolinea che già’ in uno dei tre esposti presentati alla Procura dell Repubblica di Campobasso, sono state denunciate proprio le criticità più volte denunciate dai medici che hanno provocato il contagio e la morte dell’anziana donna.
Il presidente Mancini ricorda infatti come già nella denuncia penale è stato evidenziato che con nota del 9 aprile 2020, rivolta alla Regione, al Commissario e alla ASREM, diversi primari e dirigenti medici evidenziavano, a seguito del diffondersi dell’emergenza covid, l’impossibilita di gestione di innumerevoli situazioni emergenziali connesse alle diverse unità operative con evidente e comprovato rischio di paralisi delle connesse attività chirurgiche di sala operatoria dell’Ospedale Hab Regionale. Disfunzioni che, dopo una prima fase emergenziale, sono state determinate, secondo i medici, da scelte e valutazioni organizzative, che hanno determinato di fatto la conversione dell’ospedale Cardarelli in ospedale covid.
Ebbene, nonostante i medici abbiano sollecitato interventi urgenti, per risolvere le denunciate criticità, la dirigenza della ASREM non ha provveduto al riguardo. Tanto è vero, continua Mancini, che si è poi verificato proprio quanto preannunciato dai diversi medici al punto che il 7 gennaio 2021 hanno denunciato nuovamente circa 20 contagiati nel reparto di chirurgia, a causa della promiscuità di percorsi covid e non, determinando una pandemia colposa.
Altra denuncia arriva il 20 gennaio 2021 con la quale i medici di medicina interna del Cardarelli evidenziano:
- l’impossibilita strutturale per collocare i pazienti negativi in ambienti singoli;
- l’indisponibilita’ di spazi da destinare in aree grigie;
- il continuo positivizzarsi dei pazienti cosi come i medici e gli infermieri;
- il numero dei degenti costantemente superiore a quello previsto, con l’aggravante di dover curare i pazienti appoggiati nei diversi reparti con l’ulteriore rischio di promiscuità;
- l’irresponsabile richiesta della ASREM di assistere pazienti positivi al covid allocati in aree covid creando ulteriori promiscuità e alto rischio per il personale destinato in aree covid -free e i pazienti ivi ricoverati;
- il perpetuarsi delle condizioni che hanno contribuito allo sviluppo dei focolai noti all’azienda;
- le condizioni di rischio, di stress in ci versa il personale tutto.
Il Comitato chiede che il Tribunale Civile e la Procura della Repubblica facciano chiarezza, una volta per tutte, sulle cause dei decessi e sulle relative responsabilità. Lo dobbiamo alle 500 vittime e ai parenti che attendo di conoscere la verità!.....»
conclude così l'avvocato Vincenzo Iacovino.