IL POSTO DEL CUORE #MOLISECHETORNI - Molise Web giornale online molisano

Il posto del cuore #molisechetorni

Di Ciaccia Rossella
#molisechetorni
Sono sempre stata una di quelle inguaribili romantiche, ed anche un po' sceme, che guardando una panchina, non è mai riuscita a vederci "solo" una panchina.
Ho sempre creduto che ognuno di noi abbia almeno un ricordo felice legato ad una panchina, e che ognuna di esse abbia delle storie da raccontare. Bisogna solo saperle ascoltare.
Le panchine di villa Musenga, o per tutti Villetta dei cannoni, ad esempio, che sono un po' la storia di questa città, e che raccontano di tante prime volte.  Primi baci, primi amori, prime sigarette… ma anche di amicizie, finite, o che durano da una vita, raccontano di giornate intere passate a raccontarsi, a raccontarci. Anno dopo anno, generazione dopo generazione. Quanti ne sono passati su quelle panchine, quanti ne siamo passati.
Le panchine di villa De Capoa, sulle quali, anche lì, sono e siamo  passati un po' tutti, da soli o in compagnia, mano nella mano o da soli, magari con un libro o auricolari nelle le orecchie e musica sparata a palla.
Nonni che sedevano lì, su quelle panchine, a guardare i nipotini andare sull'altalena, o sullo scivolo. Sempre vigili che non si facessero male, adolescenti che sognavano il loro futuro, o adulti che il loro futuro era già arrivato, ma che non smettevano di fare progetti… una casa, una,vacanza, un nuovo lavoro…
O più semplicemente i romantici come me che sedevano su quelle panchine solo per godersi un po' d'autunno in quella cornice da film.
Chissà cosa raccontano quelle panchine, a chi resta ancora un po' bambino da saperle ascoltare quelle storie…
E poi ci sono le panchine sul lungomare di Termoli, quelle in cui sedersi nelle calde notti d'estate ad ascoltare il mare ed esprimere desideri sotto le stelle. Quei desideri che tanto lo 
sappiamo bene che non si avvereranno mai, ma poco importa, del resto sognare, desiderare, sperare... non costa nulla, e almeno quelli, i desideri, nessuno è ancora riuscito a toglierceli.
E le panchine dei paesi, quelle su cui si sono alternate storie di bambini, adolescenti, anziani… quelle panchine sotto gli alberi, in fiore d'estate e spogli d'autunno… panchine che sono state un po' la storia dei nostri  paesi, ed oggi non sono altro che rifugio di qualche anziano ormai stanco, che siede lì in ogni stagione, come in quadro che però ogni anno diventa sempre un po' più vecchio.
Ognuno di noi, sono sicura, avrà una panchina del cuore, e da qualche parte, sono altrettanto sicura, ci sarà una panchina che parla di noi.
E  voi, qual è la panchina che portate nel cuore?
#molisechetorni