INDIRA GHANDI: LA LADY DI PACE DELL'INDIA - Molise Web giornale online molisano
giovedì, 19 gennaio 2017
Indira Ghandi: la lady di pace dell'India
di Luigi M. de Capoa
 
Cinquant'anni fa, il 18 gennaio 1966, Indira Gandhi venne nominata premier: la prima volta per una donna nel suo Paese.Donna che ha aperto la strada per la democrazia. La politica era nel suo Dna:dopo la morte della madre nel 1936, Indira si iscrisse all’Università di Oxford.Nel 1942 sposò Feroze Ghandi,nonostante le obiezioni di famiglia, in quanto i due non facevano parte della stessa condizione sociale e religiosa. Feroze divenne avvocato, direttore di un quotidiano e membro indipendente del parlamento. Poco dopo il loro matrimonio, finirono entrambi in prigione per 13 mesi per aver partecipato alle manifestazioni contro il dominio britannico. 
Il 18 gennaio del 1966 l’India diventa il secondo Paese a esser guidato da una donna, dopo lo Sri Lanka di Sirimavo Bandaranaike. Come presidente Gandhi non ebbe vita facile,ma l’opposizione interna e popolare non le impedirà di avviare un piano di audaci riforme economiche a sostegno delle esportazioni, la cosiddetta ‘rivoluzione verde’ dell’agricoltura, oltre a un programma di sviluppo delle armi strategiche che culminerà con il test nucleare nel Rajasthan. Sul piano internazionale sfidò l’America di Nixon con l’intervento nel conflitto indo-pakistano e l’apertura verso l’Urss.Nonostante i suoi interventi per il Paese, una forte crisi economica, un’ondata di scioperi e soprattutto dall’accusa di brogli elettorali segnarono l’inizio del suo declino: il Paese arriverà sull’orlo della guerra civile e la premier si giocherà l’ultima carta dichiarando lo stato d’emergenza nazionale e promulgando leggi restrittive delle libertà che non le verranno mai perdonate. Costretta alle dimissioni dopo la pesante sconfitta elettorale del marzo 1977 viene messa sotto accusa nel suo stesso partito: isolata e accusata dagli oppositori deve scontare anche qualche giorno di carcere, ma in pochi mesi si rialza e riesce a fondare un nuovo partito, il Congresso nazionale indiano, che vincerà le elezioni del gennaio 1980 consentendole di tornare alla guida del governo. Questa volta la Gandhi deve affrontare gli scontri fra comunità religiose e movimenti autonomisti: in Punjab, per neutralizzare le rivendicazioni separatiste dei Sikh sceglierà di usare la forza con l’operazione ‘Blue Star’, l’intervento dell’esercito indiano nel Tempio d’oro di Amritsar, che provocherà centinaia di morti fra i Sikh. Una scelta che pagherà con la vita.La mattina del 31 ottobre 1984 la premier viene assassinata da due guardie del corpo di etnia Sikh. La sera prima dell’attentato, tornando da un giro elettorale nell’Orissa, aveva concluso il suo discorso con queste parole: «Non ho l’ambizione di vivere a lungo, ma sono fiera di mettere la mia vita al servizio della nazione. Se dovessi morire oggi, ogni goccia del mio sangue fortificherebbe l’India».

 

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