AUMENTO IN MOLISE VETTURE IBRIDE ED ELETTRICHE, STRADA RINNOVO PARCO ANCORA LUNGA - Molise Web giornale online molisano

Aumento in Molise vetture ibride ed elettriche, strada rinnovo parco ancora lunga

Dopo il decreto per mitigare l’aumento del prezzo dei carburanti, la scelta dell’auto diventa sempre più importante. Ibride, elettriche, ma anche le alimentazioni tradizionali nuove e usate di nuova generazione, possono perlomeno contribuire a contenere i consumi. Ma qual è la fotografia in Italia?

Le vendite di auto ibride ed elettriche stanno crescendo sensibilmente, tanto da rappresentare nei primi due mesi dell’anno ben il 41,2% sul totale di auto nuove (al netto del noleggio).

Nel 2021 il parco auto circolante di auto ibride ed elettriche in Molise, rispetto al 2020, è più che raddoppiato (+116,2%), passando da 1.063 vetture a 2.298. Eppure, secondo l’analisi del Centro Studi di AutoScout24 su base dati ACI - Automobile Club d'Italia, il parco circolante nel 2021 nella regione resta comunque datato e obsoleto, nonostante si registrino piccoli miglioramenti.

Delle 215.383 auto in circolazione, le ibride ed elettriche rappresentano solo il 1,1 (nel 2020 era del 0,5%), con le elettriche che si fermano allo 0,1%.

Ma non è una questione di alimentazione, dato che molti modelli benzina o diesel di nuova generazione hanno un impatto “ridotto” sull’ambiente e sui consumi. Infatti, dall’analisi di AutoScout24, alla bassa penetrazione delle auto “elettrificate” si aggiunge un parco circolante che vede 82.523 vetture (38,3% del totale) con una classe di emissioni Euro 3 o inferiore, con 22.706 addirittura Euro 0 (10,5%). Anche considerando l’età media, quasi un’auto su due (48%) ha 15 anni o più.

Sicuramente la strada è quella corretta ma ancora lunga per un rinnovo radicale, frenato al momento anche dalle vicende di stretta attualità come la carenza dei microchip che ha colpito soprattutto il nuovo e la delicata situazione politica internazionale. Una cosa è certa. In questo momento per i consumatori il fattore economico resta prioritario, ed è per questo che gli incentivi per l’acquisto di auto nuove da un lato e l’ampia disponibilità di auto usate di nuova generazione sul mercato digitale, che permette di acquistare vetture di qualità a prezzi più “contenuti”, possono favorire questo percorso di “svecchiamento”.

Qual è la fotografia a livello provinciale?

Partiamo dalle auto ibride ed elettriche. Pur registrando nel 2021 una crescita sensibile rispetto al 2020, in tutte le province le ibride ed elettriche hanno un livello di penetrazione ridotto. In particolare a Campobasso sono solo l’1,1% rispetto al totale delle auto in circolazione, mentre a Isernia lo 0,9%. E se si considerano solo le “elettriche”, non si va oltre lo 0,1%.

 

E se guardiamo la classe di emissioni?

Il tasso più alto di vetture “meno green”, ovvero con una classe Euro 3 o inferiore, si registra a Isernia con il 39,3% sul totale delle auto in circolazione nella provincia, seguita di poco da Campobasso (7,9%). Se si considerano solo le auto più inquinanti Euro 0, è sempre Isernia la provincia con il valore percentuale più alto (11,4%) mentre dal punto di vista quantitativo al primo posto troviamo Campobasso, dove circolano 15.352 Euro 0.

«L’analisi di AutoScout24 ha confermato come il parco circolante italiano sia sempre datato, quindi poco sicuro e inquinante afferma Sergio Lanfranchi, Centro Studi di AutoScout24 Ci sono stati piccoli passi in avanti, soprattutto sul fronte delle ibride ed elettriche, ma con questo trend ci vorranno anni per avere un rinnovo importante e significativo. Per questo, oltre alla spinta del mercato del nuovo, dove gli incentivi giocano un ruolo importante, il cambiamento può essere sostenuto anche dall’offerta di auto usate di nuova generazione presente sul web, e in particolare sui marketplace. Un parco auto digitale veloce e facilmente accessibile, che offre un’ampia gamma di autovetture di qualità per tutti i budget, comprese le auto usate elettriche e ibride. Su AutoScout24, infatti, ben il 58% dell’usato presente è Euro 6 e quasi sei su dieci hanno 5 anni o meno. Senza contare la disponibilità immediata, un netto vantaggio rispetto al mercato del nuovo penalizzato dalla crisi dei microchip».