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Unimol: la visione dello Stato Multiculturale secondo il dottor Smith

Di Simone d’Ilio

Il dottor Mario Eduardo Maldonado Smith è un ricercatore messicano presso Unimol e ieri ha presentato all’aula 3 dell’edificio di giurisprudenza, insieme al Professor Federico Pernazza, un seminario dedicato allo Stato Multiculturale, dove ha preso come soggetto di studio il Messico. lo Stato americano, infatti, è una realtà molto complessa dove sono presenti moltissime identità indigene, le quali, rivendicano il loro spazio e autodeterminazione. Basti pensare che lo Stato messicano ha una superfice sette volte quella italiana e il numero di indigeni è sui 17milioni (il 15% della popolazione totale).

In questo contesto così eterogeneo, il dottor Smith, ha spiegato l’affascinante gestione del suo Stato, appellandosi in un primo momento alle vicissitudini storiche, tra cui spicca il tentato colpo di Stato del 1994 da parte di alcune comunità indigene nei confronti del potere centrale, dove il motivo della ribellione fu la rivendicazione delle minoranze di diritti inclusivi. Un altro anno importante per il Messico fu il 2001 dove a livello legislativo sono avvenute importanti riforme dove riconosceva alle comunità indigene diritti sostanziali come autodeterminazione, proprietà, la capacità di creare diritto che permette di sfociare nel più puro pluralismo di fatto.  Dopo questa parentesi storica ci si è concentrati sull’organizzazione del sistema messicano che si differisce in tre macroaree: federale, locale e indigena. Questo inedito setting è dovuto anche alle influenze dottrinali di USA e Spagna che sono state molto forti fino all’indipendenza avvenuta nel 1821.  Il fulcro di questo seminario è stata la trasmissione della conoscenza attraverso il multiculturalismo, dove ogni cultura all’interno di un unico Stato sovrano, dovrebbe avere le sue amministrazioni. Il perché di ciò è il punto focale: bisogna difendere ogni diversità perché ognuna di essa è un valore che può arricchire non solo la società ma la concezione stessa di mondo per vivere.