PROGRAMMAZIONE FONDI EUROPEI E PNRR, I PORTAVOCE M5S: “MANCA UNA VISIONE DEL MOLISE DI DOMANI” - Molise Web giornale online molisano

Programmazione fondi europei e Pnrr, i portavoce M5S: “Manca una visione del Molise di domani”

402 milioni dai fondi strutturali, 416 milioni dal Pnrr, oltre 500 milioni dal Fondo di Sviluppo e Coesione, ai quali dobbiamo sommare i fondi di Sviluppo rurale e i trasferimenti ordinari statali. Questo l’enorme fiume di denaro, pari a circa 1,5 miliardi di euro, che dovrebbe arrivare in Molise. Tanto soldi che dovevano essere ben appostati, a valle di una fitta concertazione con il Consiglio regionale e con il partenariato economico e sociale. Invece, ci siamo trovati centinaia di pagine da approvare in sole due ore. Ennesima dimostrazione di come questa maggioranza non sappia fare quadrato con tutte le forze in campo, neanche quando si decide il futuro della nostra regione.

Intanto, il Molise continua a perdere abitanti, migliaia ogni anno. E questi soldi potrebbero rappresentare davvero l’ultimo treno. Speriamo di non perderlo definitivamente.

Il documento di indirizzo votato ieri dalla sola maggioranza, neanche compatta in verità, manca di anima e cuore. È formalmente corretto, ma sembra proprio non raccogliere la sfida di rilanciare una regione moribonda.

La Transizione energetica non è un qualcosa di astratto, dovremmo avere un’idea chiara e lungimirante su cosa finanziare per realizzarla. Ma siamo ancora, da anni, in attesa dei documenti che dovrebbero essere alla base di questa programmazione: piano paesaggistico e dei rifiuti, piani di gestione per le Reti Natura 2000, piano cave e discariche, piano energetico, tanto per citarne alcuni. Manca anche una seria riflessione sulla gestione delle acque, dove attendiamo uno studio dell’Autorità di bacino dell’Italia meridionale. In Molise abbiamo tanta acqua, ma ne sprechiamo troppa. Senza una buona programmazione a monte, è facile prevedere intoppi a valle, quando si tratterà di investire quelle risorse. Quando il prossimo governo regionale dovrà preparare i bandi, si scontrerà necessariamente con le comunità, non coinvolte a tempo debito.

Mancano idee chiare e praticabili per quanto riguarda la 'Zona economica speciale', la 'Strategia nazionale aree interne' e la 'Strategia di specializzazione intelligente'. Il Molise ha un disperato bisogno di intraprendere la strada della Transizione digitale. Lo dobbiamo alle nostre imprese, ai privati cittadini, a chi vuole vivere o soggiornare qui, pur lavorando in ‘smart’. A chi, ancora, vorrebbe investire ma sa che siamo fermi alle infrastrutture 2.0.

Nei giorni scorsi, l'ingegnere di un’azienda innovativa ci raccontava che, solo per avere una connessione internet dignitosa, ha dovuto installare 4 antenne, nonostante ci fosse una cabina della fibra ottica a 100 metri dall’azienda: mancavano gli ultimi metri di collegamento.

È ormai prossima l’installazione di una Gigafactory a Termoli. Crediamo che questa dovrebbe trovare slancio e supporto da infrastrutture di livello e dalla stessa Zes. Auspicavamo che nella programmazione dei fondi comunitari si sognasse in grande, gettando le basi per la creazione di un 'Distretto tecnologico molisano'.

A questi temi si lega il problema dei problemi della nostra regione: il lavoro. Istruzione e formazione erano tra gli assi del Fondo Sociale Europeo 2014-20. Ci aspettavamo un coinvolgimento del Consiglio nella redazione di un piano di rilevazione dei fabbisogni occupazionali. Abbiamo visto finanziare, a pioggia, corsi per barman, estetisti, pizzaioli, parrucchieri. Ma il mercato del lavoro va in un’altra direzione. Si dovrebbero ascoltare le aziende per puntare sulle figure professionali che mancano. Quando si parla di lavoro, un ruolo cruciale è giocato anche dai Consorzi industriali, che attendono una riforma da tempo immemore.

Così come, parlando di efficientamento energetico, si dovevano coinvolgere i Comuni, attori principali di questo asse strategico. Ovviamente, non è stato fatto.

Ancora, abbiamo ritardi gravi in infrastrutture e trasporti. Sfidiamo chiunque, leggendo quei documenti, a spiegarci come i fondi strutturali supporteranno il Piano dei trasporti.

A fasi alterne, ci si riempie la bocca di buoni propositi sul turismo. Ma, dato che le maglie del bilancio ordinario sono strettissime, si dovrà fare affidamento sui fondi europei. E come si fa, senza una cornice normativa chiara?

La sintesi di tutto ciò è che, nella totale assenza di una visione d’insieme e, ancora una volta, ignorando la necessaria concertazione, la maggioranza Toma ha approvato un ‘libro dei sogni’ incapace di sognare. Eppure erano chiamati a scrivere il futuro per tutti i molisani. Stiamo, in sostanza, decidendo se il Molise deve sopravvivere, chiudere o rinascere.