FEMMINICIDIO DI FROSINONE, DOMANI L'AUTOPSIA SUL CORPO DI ROMINA: SI VALUTERÀ LA MORTE PER STRANGOLAMENTO - Molise Web giornale online molisano
Intanto le amiche di Frosinone hanno confermato: Ialongo era diventato assillante.

Femminicidio di Frosinone, domani l'autopsia sul corpo di Romina: si valuterà la morte per strangolamento

di Viviana Pizzi

Per Romina De Cesare, la 36enne uccisa con 7 coltellate nella sua casa di via Del Plabiscito a Frosinone, è tempo di autopsia. L'esame è stato fissato per la giornata di domani venerdì 6 maggio alle ore 11. L'incarico è stato assegnato dalla Pm di Frosinone Barbara Trotta, al medico legale Gabriele Margiotta al quale toccherà verificare la profondità delle ferite inferte. Tra le ipotesi da valutare, secondo le indiscrezioni emerse, anche quella secondo la quale la donna potrebbe essere morta soffocata. Possibilità che è emersa durante la lunga confessione del 38enne Pietro Ialongo accusato dell'omicidio e rinvenuto in un presunto stato confusionale sulla spiaggia di Sabaudia. 

Tra il fatto di sangue e il ritrovamento dell'uomo ci sono 24 ore di tempo e 50 km di distanza, quelli che separano Frosinone da Sabaudia. All'autopsia parteciperà anche il consulente di parte nominato dai parenti della vittima. Si tratta di Nicandro Buccieri di Isernia. L'esame si svolgerà all'ospedale Fabrizio Spaziani della città dove è stato rinvenuto il cadavere.  Solo successivamente il corpo sarà riportato a Cerro a Volturno per i funerali. 

Intanto su Frosinone Today la testimonianza di una amica che condivideva con lei le ore di lavoro al supermercato. Ha parlato di un Ialongo assillante 

"Romina era una ragazza umile e dolce a cui la vita aveva già tolto troppo - ci racconta un'amica ed ex collega della ragazza assassinata - era cresciuta in fretta. L'ho conosciuta e la conosco da poco perché abbiamo lavorato insieme ma avevamo instaurato un rapporto amichevole tanto da sentirci quotidianamente. Non parlava molto della storia con l'ex, ma so che era diventato assillante. Le diceva che prima di rifarsi una vita doveva aspettare che lui tornasse in Molise. So che le rinfacciava del supporto che le aveva dato nel periodo in cui era morta la mamma. Consigliai a Romina di andare via, so che si era messa alla ricerca di altri appartamenti".

A rappresentare la famiglia di Romina l'avvocato Danilo Leva.