PUNTI NASCITA A RISCHIO E CARENZA DI PERSONALE, PRIMIANI A FLORENZANO: "FACCIA QUALCOSA O SI DIMETTA" - Molise Web giornale online molisano

Punti nascita a rischio e carenza di personale, Primiani a Florenzano: "Faccia qualcosa o si dimetta"

"Potrebbe essere una vera e propria catastrofe che si abbatterebbe sulla sanità molisana già rovinata da tempo".

A parlare Angelo Primiani, portavoce M5S che in Consiglio regionale si rivolge al direttore generale ASREM Oreste Florenzano.

"Abbiamo fatto una veloce analisi della situazione sulle strutture di Isernia, Termoli e Campobasso - continua il portavoce - e mentre il capoluogo pentro presto perderà entrambi i pediatri ora operativi e già quest’estate il reparto rischia di rimanere scoperto, a Termoli  c’è una sola pediatra che si occupa del reparto in maniera esclusiva e anche il capoluogo di regione continua a fare i conti con la scarsità di medici. Risultato: in Molise manca circa il 95 per cento dei pediatri ospedalieri che servirebbero. 

Una situazione drammatica, dunque, ma non solo. Il direttore Asrem Florenzano, infatti,  non ha fornito rassicurazioni né sul prosieguo dei rapporti lavorativi né sulle sorti delle pediatrie nei tre ospedali. Ciò rende concreto il rischio chiusura dei reparti di Isernia e Termoli oltre che di una drastica riduzione delle attività nell’ospedale di Campobasso.

Dunque, ancora una volta la linea di Asrem appare improvvisata e per nulla incentrata sulla programmazione di soluzioni a lungo termine.

In questi due anni e mezzo di gestione Florenzano, è peggiorato lo stato della sanità regionale, è peggiorata la qualità delle prestazioni erogate, è peggiorata la percezione dei molisani. 

Di contro sono aumentati i casi di bambini che per ricevere cure efficaci sono trasferiti fuori regione soprattutto quando si tratta di patologie collegate al Covid.

Per tutti questi motivi - conclude Primiani - chiediamo a Florenzano di intervenire immediatamente per impedire la morte della Pediatria in Molise, oppure che semplicemente si dimetta, perché c’è tanto lavoro da fare e il territorio non può più attendere".