'MIO PADRE LA RIVOLUZIONE': STORIE E RACCONTI SULLA RIVOLUZIONE RUSSA - Molise Web giornale online molisano
L'ultima opera di Davide Orecchio presentata a Campobasso

'Mio padre la rivoluzione': storie e racconti sulla Rivoluzione russa

‘Mio padre la rivoluzione’ è l’ultima opera di Davide Orecchio, una serie di storie e racconti sulla Rivoluzione russa, presentata ieri pomeriggio nei locali della libreria Mondadori di via Pietrunto a Campobasso. La data dell’evento non è stata scelta casualmente, ma il 6 novembre 1917 segna la parte finale della Rivoluzione d’Ottobre e in qualche modo con la presentazione di questo libro si è voluto ricordare quell’evento a cento anni di distanza.

In particolare il 6 e 7 novembre di cento anni fa a Pietroburgo si concluse con successo l’insurrezione, i bolscevichi formarono un governo rivoluzionario presieduto da Lenin e furono in grado di estendere progressivamente il loro potere su gran parte dei territori del vecchio Impero zarista.

A conversare con l’autore lo scrittore molisano Adelchi Battista che ha spiegato come è stata strutturata l'opera e come i 12 racconti che la compongono possono essere paragonabili ai mesi di un calendario. “Il libro – ha commentato Adelchi Battista – è un insieme di racconti inseriti in un contesto che è un mazzo di chiavi che aprono porte della memoria, è pieno di ricorsi di ordini classici e di suggestioni particolari, nati da una scrittura fatta di virtuosismo”.

Ogni racconto ha un suo protagonista, degli uomini come Lenin, Stalin, Trockij e personaggi minori, ma non meno affascinanti. C’è un Gianni Rodari che scrive un reportage dalla Russia per il centenario della nascita di Lenin di cui ne racconta i dettagli dell’infanzia. Nel racconto ‘Il mondo è un’arancia con un verme dentro’ si fa la conoscenza di un personaggio strettamente legato all’autore ossia suo padre, Alfredo Orecchio e del suo viaggio in Sicilia quando le truppe stanno risalendo lo stivale. Nell’opera inoltre c’è un racconto fatto esclusivamente di citazioni che l’autore non riporta esclusivamente alla lettera, ma rivisita, “se il libro fosse una casa – dice l’autore – sono le mura portanti dell’edificio”, sono citazioni di personaggi storici o studiosi di storia che hanno vissuto quegli anni. E poi c’è una parte dedicata alle note che spiegano il lavoro che è stato fatto e dispiegano tutti i misteri che si intrecciano nel libro al termine del quale, un viaggio finale, ricollega tutto.

“Ho provato a lavorare con gli strumenti della narrazione, a esporre della storia versioni altre, a esplorarne possibilità non accadute. Se non avessi avuto alle spalle una passione per il tema, - racconta l’autore - sorretta da anni ormai lontani di studio, questo lavoro non l’avrei proprio affrontato. L’idea era anche di esporre il mito della rivoluzione per quello che è: non verità storica, neppure necessariamente menzogna, a volte bugia ma non sempre, forse un altro genere di verità: quella dell’immaginazione collettiva e della manipolazione che ne fecero le oligarchie”.

‘Mio padre la rivoluzione’ dunque è un’opera con un controcanto che serve al presente per scardinare il passato, per fare i conti con personaggi politici e le speranza tradite del Novecento che coincide con la biografia del padre di Orecchio, nato nel 1915 e morto nel 2001, ed è anche una guida per immaginare futuri possibili. Nel suo libro, lo scrittore, utilizzando uno stile molto originale, racconta quindi il sogno e l’incubo della storia, ma anche le passioni, le peripezie e i destini degli uomini.

MI