RAI, L'ACCESSO AGLI ATTI VA GARANTITO L'AVVOCATO IACOVINO VINCE AL TAR DEL LAZIO - Molise Web giornale online molisano

Rai, l'accesso agli atti va garantito L'avvocato Iacovino vince al Tar del Lazio

di  Francesca Muccio
Avvocato Enzo Iacovino
Importante pronuncia, quella emessa dalla Terza Sezione del Tar Lazio, in data 2 febbraio, a seguito del ricorso proposto dagli avvocati del foro di Campobasso, Vincenzo Iacovino e Vincenzo Fiorino, per l'annullamento del silenzio diniego della Rai, scaturito dell'istanza di accesso agli atti di un noto giornalista del Tg1. Più in particolare, quest'ultimo aveva richiesto all'Azienda l'ostensione di taluni atti relativi ad un procedimento di selezione interna per la copertura di alcune posizioni di caporedattore, ottenendo parziale diniego.
Conseguentemente, nell'ulteriore istanza di accesso agli atti, svolta ai sensi degli artt. 22 e 24 L. 241/1990, il professionista aveva reiterato la richiesta a vedere esibiti "i documenti su cui la valutazione si è basata", “i nominativi della rosa dei nomi comunicati alla Direzione Generale” ed "i verbali dei colloqui con gli altri candidati". A fronte del silenzio serbato dall'Azienda, il giornalista aveva proposto ricorso, affermando il suo interesse legittimo alla visione degli atti. Costituitasi in giudizio, la Rai si era, tra l'altro, opposta alla esibizione dei verbali relativi ai colloqui degli altri candidati, adducendo la mancata specificazione di un interesse qualificato in capo al ricorrente e la soggiacenza, della procedura di selezione interna, al mero rispetto di principi di pubblicità e trasparenza, di derivazione comunitaria. Il Tar del Lazio, definitivamente pronunciando, ha preliminarmente ritenuto applicabile anche alla Rai l'art. 22 della L. 241/1990 (o "Legge sul Procedimento amministrativo"), in tema di "Definizioni e principi in materia di accesso". Difatti, per i giudici amministrativi, l'Azienda, pur nella sua veste formalmente privatistica di S.p.A. e pur agendo mediante atti di diritto privato, conserva elementi di natura pubblicistica, riscontrabili: - nella nomina di numerosi componenti del C.d.A. Da parte della Commissione parlamentare di vigilanza; -nell’indisponibilità dello scopo da perseguire (il servizio pubblico radiotelevisivo), prefissato a livello normativo; - nella destinazione di un canone, avente natura di imposta, alla copertura dei costi del servizio. Inoltre, il succitato articolo è stato ritenuto applicabile anche in relazione ad una procedura selettiva di avanzamento, soggetta a regole di imparzialità e trasparenza. Pertanto, il Tar del Lazio ha affermato il diritto all’accesso di tutti gli atti relativi alle assunzioni, alle progressioni di carriera ed all’organizzazione delle redazioni, quando gli stessi incidono sugli interessi dei lavoratori, statuendo per l'esibizione (nei 20 gg dalla notificazione della sentenza) sia dei verbali dei colloqui intercorsi con i vincitori e di ogni utile documento oggetto di valutazione ai fini della promozione a caporedattore (ivi compresi i curricula di tutti gli altri concorrenti), sia dei nominativi della rosa dei nomi comunicata alla Direzione Generale. Infine, i giudici flamini hanno ribadito l'ulteriore principio per il quale, in presenza di una procedura concorsuale, deve ritenersi esclusa in radice l'esigenza di riservatezza e tutela dei terzi. Difatti, in base alla giurisprudenza del Tar Lazio, gli atti, una volta entrati nella procedura concorsuale, fuoriescono dalla sfera privata, nell'ambito di una competizione in cui la comparazione dei valori di ciascuno costituisce l'essenza.
Soddisfatto della sentenza l'avvocato Vincenzo Iacovino, il quale ha anche dichiarato che sta valutando l'opportunità di trasmettere tutti gli atti all'Autorità Nazionale Anticorruzione di Cantone.