Scandalo facebook: rubati anche 87 milioni di profili italiani

di Roberta Oto

 

 

La privacy continua ad essere uno dei problemi più importanti della nostra era, soprattutto ora, dopo lo scandalo sul social network facebook a cura della  Cambridge Analitica. Ma partiamo dall'inizio. Sembra infatti che, grazie ad un applicazione chiamata "thisisyourdigitallife", la Cambridge Analytica si sia impossessata di dati di 87 milioni di utenti, mediante un trattamento improprio, influenzando gli utenti e "pilotando" la vittoria di Donal Trump a Presidente degli Stati Uniti. Il fondatore di facebook, Mark Zuckerberg, proprio in questi giorni sta testimoniando davanti alla Commissione americana per spiegare il ruolo di facebook nella vicenda e le norme che sono state violate sulla privacy. 

Come funziona: il funzionamento dell'applicazione è molto semplice, ogni volta che vogliamo effettuare un test su facebook, giochiamo ecc.. la volta successiva, invece di reinserire le proprie credenziali, autorizziamo in modo inconsapevole, l'app in questione ad effettuare i login, utilizzando appunto l'account facebook.  

Lo scandalo ha coinvolto anche l'Italia: si parla di circa 87 milioni di profili, che sono stati condivisi in modo improprio con Cambridge Analytica, e tra questi risultano esserci anche profili italiani. Si stima che il totale di utenti italiani sia di circa 214.123, mediante l'applicazione "thisisyourdigitallife".  Sostanzialmente, si tratta di 57 profili facebook che hanno installato l'applicazione, la Cambridge Analytica ha utilizzato le amicizie di questi profili, accedendo così a migliai di altri profili.

Come scoprire se siamo tra i profili "violati": il dubbio per tutti coloro che possiedono un profilo facebook c'è, ed è anche normale che si voglia far chiarezza, ed eventualmente correre ai ripari, se si è tra quei profili "violati". Un modo ci sarebbe, tutti quei cittadini a cui sono state "rubate" le proprie informazioni, dovranno controllare il proprio indirizzo email, in quanto i "violati" riceveranno un'email in cui verrà esplicitamente chiarita la pericolosità della vicenda. 

Cosa cambierà ora? Saranno ulteriormente cambiate le impostazioni della privacy per quanto riguarda i nuovi servizi messi a disposizione della piattaforma. Saranno rese pubbliche tutte le informazioni su come il gruppo condividerà i dati su facebook. Inoltre, si punterà ad una maggiore trasparenza nell'impegno per la protezione dei dati. Il fondatore di facebook, pur di non fa decadere la propria "creatura", sta già valuntando delle nuove idee per proteggere i propri utenti. Sono 6 proposte, o promesse: controllare la nostra piattaforma; informare le persone sull'uso improprio dei dati;  disattivare l'accesso per le applicazioni inutilizzate; limitare i dati forniti quando un'app si collega a Facebook; incoraggiare le persone a gestire le app che utilizzano; premiare le persone che trovano vulnerabilità

La scesa in campo dell'AGCOM: dato il coinvolgimento anche di profili italiani nello scandalo facebook, l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, potrebbe chiedere l'applicazione delle sanzioni previste dal nuovo regolamento generale europeo sulla protezione dei dati che entrerà in vigore il prossimo 25 maggio. Soprattutto dopo che si è scoperto un legame tra la vicenda e l'elezione di Trump, si pensa ora che anche le scorse elezioni politiche disputate in Italia lo scorso 4 marzo, siano state "pilotate". 

“Il problema non è la tecnologia, ma l'uso che se ne fa. Ogni cosa comporta dei rischi, l'importante è esserne consapevoli e valutare se il prezzo che paghiamo (meno privacy) è adeguato a quanto riceviamo in cambio"  Stefano Nasetti