Campobasso, al Savoia vince il teatro-canzone: tutto esaurito per "MoLLisani"

Tutto esaurito per lo spettacolo MoLLisani che domani, giovedì 3 gennaio, andrà in scena al Teatro Savoia di Campobasso. Nato nel 2009 dal gruppo di teatro-canzone Vòria, MoLLisani è un "mix tra conoscenze storiche e worldmusic che danno vita a una sorta di teatro-canzone" senza mai tralasciare l'ironia.  E ciò emerge già dal titolo. "MoLLi-Sani -scrive Walter Santoro- serve ilaricamente e provocatoriamente a introdurre lo spettatore nella storia del Molise raccontandone con ironia le contraddizioni per far comprendere come il ‘riserbo’ e stento della terra e genti molisane negli ultimi due secoli abbia pregressi di pregio sia culturali che letterari. Lo stesso sottotitolo scelto tra i più usati proverbi del Molise 'Lassa stà ‘u munne cumme ze trove!' accenna alla caratteristica primaria del Molise, non cambiare lo status quo, poiché come noto il cambiamento spaventa il molisano. In realtà lo spettacolo serve proprio a far prender coscienza e conoscenza al molisano del suo passato e del suo presente, come eco per una consapevole rinascita. Accanto alle liriche dissacranti create ad arte, si narrano le gesta e il valore dei molisani passando attraverso i suoi luoghi simbolo, dialetti dimenticati, proverbi, immagini del passato e del presente, video di riconosciuto interesse culturale. Accanto alla salvaguardia della tradizione popolare e letteraria regionale, i Vòria percorrono un excursus geografico-musicale che spazia alle melodie delle contermini regioni meridionali e mediterranee, sconfinando l’Oltrepò con gighe, bouree e rondò sino ai ritmi tzigani dei Balcani, all’Yiddish ebraico, lembi d’Irlanda sino alle bohémien di Francia e alle suonate galiziane".
Dunque, domani sera al Savoia, ci sarà da ridere e da riflettere "sulla ‘nostra’ bellissima e bistrattata terra che i connazionali continuano, anche nel secondo millennio, a confondere con l’Abruzzo e la Basilicata; d'altronde -prosegue Walter- si dice che 'Il Molise non esiste'. Ilarità e riflessioni per far rispecchiare e svegliare la coscienza sopita del Molise, lontana dagli echi campanilistici e patriottistici, i Vòria hanno coniugato gli scritti e le musiche per consacrare come merita la propria terra e far sorridere e riflettere i molisani in ormai nove anni di spettacoli attraverso recitati divertenti e irriverenti, giocato tra ilarità e proverbi che include poetica in musica: dai Sanniti ai MoLLi-Sani, appunto. Una consacrazione che ora spetta far propria dalla Regione ed Enti Competenti per far conoscere a tutti i molisani uno spettacolo d’autore non su De Filippo e Napoli, non sulla commedia dell’arte goldoniana o sulla Sicilia di Pirandello, ma proprio e Le caratteristiche base del gruppo, inoltre, si mescolano con quelle dello spettacolo".
Elementi che si ricollegano alle caratteristiche base del gruppo."Il nome Vòria -prosegue Walter Santoro- identifica il freddo vento di nord-est che accompagna da millenni l’inverno dei molisani, senza perdere mai di vista il contatto con la terra e soprattutto il gelido vento che ispira le loro musiche, la Vòria, dipanando lo sguardo al Mediterraneo e a settentrione, con le più belle suonate europee. Il modus narrandi dello spettacolo si apre con una frase di Francesco Jovine che introduce agli stenti climatici della terra di Molise, proseguendo con Francesco D’Ovidio che esorta Molise e molisani, chiudendosi con il viaggio dell’abate Longano alla fine del ‘700 e l'esaltazione delle radici culturali con l’epopea sannitica narrata dal Salmon in Il Sannio e i Sanniti".