#ludostorie_Laura Costantini: una penna per la vita e "I Cercatori di pace"

Nata e cresciuta a Roma. Papà melomane, mamma lettrice appassionata. Capelli ricci e tanta professionalità, ogni giorno entra nelle case dei molisani per raccontare la piccola regione. Ma, non solo Tg e articoli, dietro Laura Costantini si nasconde un mondo ricco di passioni e cultura.
Ama la lirica e legge in ogni occasione e su qualsiasi supporto. Che sarebbe stata una giornalista l'ha deciso a undici anni, da quando ne aveva otto scriveva e illustrava favole di sua invenzione. L’accesso alla professione giornalistica non è stato semplice, ma ad agosto di quest’anno festeggerà i venticinque anni dal suo primo articolo firmato su un quotidiano nazionale. Ha affrontato tre lustri di precariato pur di coronare il suo sogno. Attualmente vive tra Campobasso e Roma. Le piace andare al cinema, fare camminate in montagna, colorare mandala e, ovviamente, scrivere. O meglio, lei 'assembla' parole da sempre.

Sapresti indicare quando è iniziata la passione per la scrittura e perché non hai mai abbandonato la penna? "La passione per la scrittura è nata subito dopo aver cominciato a leggere. La magia delle parole sulla pagina, capaci di aprire mondi mi ha catturata. Scrivo da sempre, ma per decenni non ho neanche provato a pubblicare. Il mio primo romanzo, scritto a quattro mani con Loredana Falcone, è stato pubblicato nel 2008. Quindi un po’ sorrido – e un po’ mi arrabbio – quando leggo di persone di neanche trent’anni, magari alla loro prima prova narrativa, che scalpitano per pubblicare, certe che la loro opera sia perfetta e necessaria ai lettori. Un pizzico di umiltà andrebbe coltivato".

E sì, perché la produzione di Laura si estende ben oltre le mura del Tgr Molise. La giornalista, infatti, ha scritto anche numerosi libri.

Cover libro

 Lo scorso anno è stato pubblicato 'I Cercatori di Pace'. Qual è la trama? “È un fantasy distopico. Si svolge in un mondo dove la civiltà è stata esaurita da una guerra durata cinque secoli. Sono partiti con aerei e missili, si ritrovano a combattere con sciabole e moschetti. Il timore che una cometa stia per abbattersi sul mondo spinge gli stati belligeranti a concordare una tregua per consentire a un manipolo di coraggiosi di rintracciare un fantomatico guerriero del passato, il Mutato, ed estorcergli il segreto delle armi super tecnologiche del passato. La missione quasi impossibile svelerà trame e aprirà scenari nuovi per il futuro di un mondo affamato di pace".

Una delle illustrazioni di
Niccolò Pizzorno

Da cosa nasce l'idea dell'edizione illustrata dalle tavolo di Niccolò Pizzorno? "Ho iniziato a scrivere il romanzo nel 1993. Nel 2009, certa che fosse del tutto fuori target per l’editoria italiana, ho cominciato a pubblicarlo online su un blog di Splinder. In quell’occasione contattai Niccolò per chiedergli se voleva realizzare qualche illustrazione per la mia storia. Lui se n’è innamorato al punto da farla diventare anche la sua storia. Le illustrazioni sono circa novanta e, a parte quelle inserite nell’edizione del romanzo realizzata da dei Merangoli editrice, sono raccolte in un meraviglioso volume a tiratura limitata completamente illustrato, una visual story, che la casa editrice ha fortemente voluto".

Un lavoro a quattro mani come spesso accade per Laura.

Hai scritto molti libri con Loredana Falcone. Quali sono le differenze tra lo scrivere un libro a due o a quattro mani? "La mia produzione narrativa è, per la stragrande maggioranza, realizzata a quattro mani con la mia socia. Scrivere con lei è come realizzare un gioco di ruolo, ci caliamo nei personaggi, dialoghiamo attraverso loro, creiamo situazioni e ambienti. Questo tipo di scrittura è più divertente, consente di avere sempre una spalla, un confronto. La qualità del testo ne beneficia anche da un punto di vista di correttezza. E gli editor delle case editrici possono testimoniarlo. Scrivere da sola, come ho fatto solo per 'I cercatori di pace' e per la serie storica 'Diario vittoriano' (una quadrilogia edita da goWare) rappresenta un accesso privilegiato a suggestioni, emozioni ed atmosfere più propriamente mie. Ma comporta anche una notevole fatica per chi è abituato a rapportarsi sempre con un altro da sé".