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'Dall'essere donna all'essere madre', dal 21 febbraio la terza edizione dell’iniziativa promossa da Cantina Herero

Un’idea quella organizzata da Cantina Herero, che ospita Officina Creattiva, che è arrivata alla sua terza edizione e che ha come obiettivo quello della rigenerazione del tessuto sociale oltre che quello territoriale con l’inclusione dei ragazzi migranti.

‘Dall’essere donna all’essere madre’, che parte il prossimo 21 febbraio fino al 10 maggio con una serie di appuntamenti settimanali, vuole promuovere la cultura incentivando le persone del posto ad essere protagonisti di questa rinascita e invitare artisti, scrittori, attori del mondo culturale a non sentirsi soli ed entrare a far parte di una rete.

Il ciclo di eventi, che avrà come location lo spazio di Officina Creattiva, prevede una serie di presentazioni di libri e altre attività rivolte a bambini e ad adulti. Si vuole partire da un libro o

il sarto Folusho

da un’attività laboratoriale per lavorare sulla sostenibilità sia in tema di economia circolare che sulla possibilità di poter accogliere senza togliere lavoro a nessuno rigenerando ciò che è un nostro patrimonio di tradizioni di arti e mestieri, coinvolgendo soprattutto persone del posto.

Gli appuntamenti saranno settimanali a partire dal prossimo 21 febbraio fino al 10 maggio. Si inizierà partendo dalla tradizione del carnevale, infatti il 21 e il 22 febbraio, l’invito è portare vecchi costumi o un’idea di maschera che si vuole creare e sarà realizzata in sartoria insieme al sarto Folusho.

All’interno del ciclo di eventi inoltre ci sono una serie di laboratori a sostegno dell’attività del giovane sarto, tra questi uno in collaborazione con Unicef dove i bambini vengono invitati a dare un volto alla pigotta realizzata da Folusho. Il ricavato andrà ad Unicef, ma c’è un sostegno all’attività di Folusho.

Un altro evento in programma per l’iniziativa ‘Dall’essere donna all’essere madre’ vuole dare voce alle ricette delle nonne. I bambini potranno partecipare ai corsi di cucina, dove saranno realizzate delle ricette etniche con i ragazzi migranti e la rievocazione della cucina locale e delle tradizioni delle nonne, da qui poi le merende sane per grandi e piccoli, con prodotti del territorio a km zero, a sostegno di questo Molise bio e solidale.

L’obiettivo dell’iniziativa è sicuramente quello di trasmettere e incentivare l’amore per il proprio territorio e la sorellanza tra popolazione autoctona e popolazioni straniere che sono qui in Molise, con l’invito ai sindaci e alle associazioni, con particolare riferimento alle ProLoco, di voler mettere in rete quelli che sono gli eventi e raccontare i passi avanti che sono stati fatti in merito all’integrazione dei ragazzi migranti che in alcuni casi sono diventati autonomi.