Giornata Mondiale del Rifugiato: momento di riflessione sul coraggio e le speranze di chi cerca accoglienza

(fonte foto Onuitalia.it)

La Giornata Mondiale del Rifugiato, indetta dalle Nazioni Unite, viene celebrata il 20 giugno per commemorare l'approvazione, nel 1951, della Convenzione relativa allo statuto dei rifugiati (Convention Relating to the Status of Refugees) da parte dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite.

#WithRefugees è la campagna, che durerà fino al prossimo 19 settembre, promossa dall’UNHCR per celebrare tale giornata e ha l’obiettivo di far conoscere i rifugiati attraverso i loro sogni e le loro speranze: prendersi cura della propria famiglia, avere un lavoro, andare a scuola e avere un posto che si possa chiamare casa.

Sono oltre 70 milioni di rifugiati, richiedenti asilo e sfollati nel mondo che, costretti a fuggire da guerre e persecuzioni, lasciano i propri affetti, la propria casa e tutto ciò che un tempo era la loro vita per cercare salvezza in un altro paese.

Una giornata dunque per riflettere e per non dimenticare mai che dietro ognuno di loro c’è una storia che merita di essere ascoltata. Storie di sofferenze, di umiliazioni ma anche di chi è riuscito a ricostruire il proprio futuro, offrendo il proprio contributo alla società che lo ha accolto.

Sono tanti anche in Molise i profughi che in un angolo della regione hanno trovato accoglienza, in particolare sono 1.028 gli ospiti dei 33 progetti Sprar dislocati sul territorio regionale dove hanno trovato una famiglia anche i 101 minori non accompagnati. Persone che ce l’hanno fatta e che qui hanno trovato una loro dimensione.

Rimane lo Sprar un progetto valido per l’accoglienza, l’unico per una vera accoglienza integrata superando la sola distribuzione di vitto e alloggio, prevedendo in modo complementare anche misure di informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento, attraverso la costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico.

Da qui vengono fuori storie di vera integrazione come quelle che sono state raccontate da alcuni ospiti dei centri Sprar di Campobasso durante la prima Festa dei Popoli e da dove è emerso che i tanti ospiti non sono dei numeri ma parte integrante di una comunità. Autonomi nei loro pensieri e nelle loro azioni si sentono integrati e una ricchezza per il territorio. Un esempio è quello di Castel del Giudice dove 6 minori di 4 famiglie straniere perfettamente integrate nella comunità locale sono riusciti a far tenere aperta una scuola a 3 chilometri dal paese.

Storie di vita quotidiana che si intersecano perfettamente con quelle delle persone che vivono quotidianamente la vita dei piccoli e meno piccoli paesi molisani.

Una giornata, dunque, quella del rifugiato che dovrebbe porre degli interrogativi e partire dai buoni esempi e dalle buone pratiche per un’integrazione e, come ha dichiarato Carlotta Sami, Portavoce UNHCR per il Sud Europa,  “in un momento in cui prevale una narrazione negativa sui rifugiati e richiedenti asilo, ribadiamo con forza la necessità di vederli innanzitutto come persone, con il loro bagaglio di coraggio e speranze che aspettano solo una giusta accoglienza per potersi realizzare”.

   MirIac