#ludostorie_Esami 2019: “La vita te la insegna la vita”

La “notte prima degli esami” è passata sia per i più piccoli che per i più grandi. Al centro della scena migliaia e migliaia di ragazzi e ragazze, di vite che si incastrano, di esperienze e passioni, di sogni che sperano di essere realizzati e punti interrogativi che attendono di diventare punti di esclamazione. Migliaia e migliaia di storie uniche. Tra queste, alcune al sapore di riscatto e altre al sapore di ingiustizia. Del primo caso, sicuramente fanno parte nonno Domenico, 83 anni, e nonno Felicino, 98 anni.  Capita la sera che leggiamo insieme delle storie (con i nipotini). E mi piace l’idea che ora siano orgogliosi di me e dei miei miglioramenti. Sto già affrontando qualche acciacco per l’età –ha raccontato Domenico a Silvia Dipinto per Repubblica- non voglio che ceda anche il cervello, voglio tenerlo in funzione e sempre in allenamento”. Un traguardo, quello raggiunto presso la sede di Corato del Cpia 1 di Bari,  che si tinge di inclusione. Domenico, infatti, in classe era circondato da tutti i colori del mondo. "Il primo della classe è Pepejean, uno studente universitario scappato dalla Costa d'Avorio - racconta la prof di lettere, Maria Pansini - C'è una signora che è tornata a Corato dal Venezuela dopo i recenti disordini. E ancora, c'è Eduard che sa scrivere con ironia, c'è Aldo che ha 17 anni e ha scritto un tema simpatico descrivendo sua madre e Arcangela che ha scritto una toccante lettera a suo nonno che non c'è più. Ci sono Anna, Mario, Savino, Maria e Filippo che da genitori si sono messi in gioco ad una età non semplice per tornare tra i banchi di scuola. Donason e Abdul se la sono cavata con un italiano ancora incerto ma con l'impegno di chi vuole migliorare, Vincenzo è venuto a scuola con le mani screpolate dal duro lavoro in campagna, Tommaso arrivava dopo il turno in fabbrica, Giuseppe e Raffaele ora sperano in un lavoro migliore, più stabile. La sola nota stonata è stata non poter ammettere agli esami Yaya, purtroppo aveva il permesso di soggiorno scaduto". Nonno Felicino, invece, ha preso la Licenza di Terza Media ad Arbus, in Sardegna. “La mia materia preferita –ha raccontato all’Unione Sarda- è la matematica ma anche la geometria. Purtroppo vedo poco, sono stato penalizzato dagli occhi, ma sapete qual è la mia ambizione? Arrivare al diploma come perito meccanico”. Obiettivi nati dopo l'abbandono forzato della scuola e una vita intera passata nei campi. "Tornare sui banchi è stato bellissimo. In classe sto bene. Il tempo passa in fretta. I miei compagni sono fantastici. La vista non mi aiuta tanto, ma tutti si danno da fare per aiutarmi. Chi dice che i ragazzi di oggi sono egoisti, non li conosce: sono semplicemente figli di questa società. Più sto con loro, più mi sembra di essere un giovincello. Dimentico il passato e ricomincio daccapo. Voglio recuperare il tempo perduto". Poi, c’è chi sui banchi lascia qualche lacrima di dolore e qualche dolce ricordo di una vita spezzata troppo presto. È questo il caso dei compagni di classe di Federica Aufiero, strappata alla vita da un tumore. “La vita te la insegna la vita –ha scritto la professoressa del Liceo Classico “G. Carducci” di Cassino, Laura Di Nardi-. E la cosa più importante, in questi cinque anni di scuola, voi l'avete imparata da lei: Federica! Con lei siete stati costretti a pensare. Avete sperimentato il coraggio e l' impotenza; la rabbia e il dolore, quello autentico, che strappa petali di bellezza alla vostra gioventù e vi costringe a diventare grandi. Ora sapete che fuori dagli anfratti delle comode certezze di ognuno, la vita è impegno, sudore e impermanenza di stati. Ma è anche gioia, quella alla quale siete chiamati in virtù dei vostri splendidi anni”. E così, forse, l’imbocca al lupo ai ragazzi non si dovrebbe fare prima delle prove ma dopo. In bocca al lupo, ti auguro ali forti per poter volare sempre in alta quota. In bocca al lupo, amati e rispettati sempre. In bocca al lupo, non dimenticare il coraggio che occorre per sognare. In bocca al lupo, ai più piccoli che entrano in un  nuovo mondo e ai più grandi che entrano nel mondo.