Dall'Eritrea a Termoli: tre ragazze incrociano gli occhi degli operatori de 'La città invisibile'

Mentre gli occhi dell’Italia e dell’Europa sono puntati sulla Sea Watch 3, per la quale è stato bocciato il ricorso avanzato dalla comandate Carola Rackete e da 42 migranti che chiedevano di consentire lo sbarco in Italia, in Molise, e più precisamente a Termoli, la storia di tre ragazze dell'Eritrea ci fa toccare con mano quello che quei migranti al confine con Lampedusa e tanti altri hanno vissuto e continuano a vivere.

Si tratta di tre giovani donne, due di 15 e una di 17 anni che sono state trovate dagli operatori de 'La città invisibile' di Termoli mentre erano alla stazione infreddolite, senza vestiti, senza un bagaglio e con pochi spicci in tasca. Sono arrivate in Italia un mese fa dalla Libia e pensare a quello che potrebbero aver vissuto fa rabbrividire, gli operatori, che le hanno incontrate, infatti, non hanno osato chiedere cosa hanno visto e vissuto.

A raccontarci dell'incontro con le tre giovani eritree è stato Francesco De Lellis uno dei volontari de 'La città invisibile' che opera nella città adriatica e che settimanalmente va in stazione per portare i pacchi, ma anche per vedere che cosa succede in quel luogo di transito, dove si incontrano le persone che già si conoscono, ma anche persone nuove che sono di passaggio per qualche giorno, come le tre ragazze straniere.

"Le abbiamo avvicinate vedendo che erano sole e in difficoltà, - racconta Francesco - si sono fidate subito. Abbiamo cercato di comunicare con loro anche con l'aiuto di una mediatrice e da quello che abbiamo capito sono arrivate con un corridoio umanitario. Però evidentemente non avevano ben chiaro quale fosse la loro situazione giuridica in Italia e molto probabilmente si erano allontanate dal centro in cui si trovavano perchè non sapevano bene di avere dei diritti da richiedenti asilo e rifugiate e forse pensavano di essere finite in un altro centro di detenzione. L'impressione che abbiamo avuto - ci dice ancora Francesco - è che non fossero consapevoli dei loro diritti e che quindi erano in viaggio verso un'altra meta. L'obiettivo era Milano, ma è sempre uno snodo per proseguire oltre e quindi giungere oltre confine".

Con molta probabilità si sono trovate a Termoli perchè fatte scendere da un treno su cui viaggiavano senza biglietto, "Termoli - spiega Francesco  - essendo una tratta ferroviaria molto frequentata capita sulla rotta di chi dal sud Italia, dopo uno sbarco, vuole proseguire verso nord e si muove dai centri di accoglienza".

Dopo l'incontro con i volontari de 'La città invisibile' le tre ragazze vengono ospitate in un posto sicuro dove riescono a trascorrere una notte tranquilla e a riposare, come forse non facevano da chissà quanto tempo. Il mattino seguente, accompagnate dagli operatori che le avevano avvicinate, vengono fatte salire su un autobus che poi le ha portate a Milano.

È una storia come tante, come quelle che, i volontari di altre associazioni che operano in qualsiasi città italiana, vivono e affrontano quotidianamente e che non sempre vengono raccontate, ma noi vogliamo farle conoscere perchè come ha detto Francesco De Lellis "se tutti potessero vedere con i propri occhi le persone invece di sentire le storie e basta, sarebbe diverso".

Probabilmente sì sarebbe diverso e si avrebbe un'altra visione di queste storie, una visione più umana.

MirIac