Taglio dei vitalizi: Iacovino ricorre contro la riforma dell'onorevole Fico

A decorrere dal 1° novembre 2018 gli importi degli assegni vitalizi, diretti e di reversibilità, e delle quote di assegno vitalizio dei trattamenti previdenziali pro rata, diretti e di reversibilità, maturati, sulla base della normativa vigente alla data del 31 dicembre 2011, sono rideterminati secondo le modalità.
Questa è la riforma sui vitalizi che ha disposto l'onorevole Roberto Fico contro cui ricorrono ex parlamentari molisani e non dando mandato ai legali Vincenzo Iacovino, Vincenzo Fiorini e Silvio Di Lalla.
"Una riforma - ha spiegato Iacovino - che ovviamente non interessa quelli ante 2011. Sta di fatto, però che l'onorevole Fico preso dalla foga di punire i parlamentari decide con un provvedimento nuovo di retrodatare la riforma del 2012 e la ritiene applicabile anche a quelli ante 2011".
Sulla riforma del 2012 si è già espressa l'autorità giudiziaria di Autodichia, cioè il tribunale che opera in seno al Parlamento composto da parlamentari, e sono stati discussi i primi ricorsi davanti al Consiglio di Giurisdizione della Camera dei Deputati per la loro rideterminazione. Sia la sentenza di primo che di secondo grado sostengono che quella riforma del 2012, che oggi si vorrebbe estendere anche ante 2011, non può che essere applicata per il futuro e quindi non è retroattiva, ma solo dal 2012 in poi, senza alcun effetto che può avere retroattività.
"Il vitalizio parlamentare all'atto della sua istituzione era fondato su un sistema mutualistico - ha aggiunto l'avvocato Iacovino - la cosiddetta cassa di previdenza per i parlamentari, poi trasformato in una forma di previdenza obbligatoria di carattere pubblicistico con l'adozione dei regolamenti per la previdenza di deputati e senatori del 1968. Più di recente, per mezzo di regolamenti interni delle Camere, si è passati ad un trattamento basato su un calcolo contributivo con decorrenza 1 gennaio 2012 per i parlamentari eletti dopo tale data pro quota per quelli al tempo in carica o successivamente rieletti".
Dopo questa discussione l'avvocato Iacovino fa sapere che ha chiesto al tribunale che la partita è chiusa e "quindi i vitalizi devono essere reintrodotti secondo il sistema vigente prima di questa aberrante riforma che ha posto in essere l'onorevole Fico esponendo sè stesso e il parlamento ad azioni per il risarcimento danni".
L'avvocato Iacovino, infatti, ha dichiarato che valuterà un'azione di risarcimento danni per i deputati che illegittimamente hanno visto decurtato il loro trattamento previdenziale sotto forma di vitalizio.