Chiusura punto nascita di Termoli, Facciolla: "La nomina di Giustini nasconde la vera volontà di Roma”

Sulla questione della chiusura del punto nascita di Termoli è ferma la posizione del Consigliere regionale del PD Vittorino Facciolla, che ha depositato un'interpellanza urgente in Consiglio regionale, con cui chiede al Governo regionale di impugnare il provvedimento, che secondo l'esponete PD è illegittimo poichè, tra le altre  cose,  non garantisce gli interventi in emergenza.
Spostando poi il discorso sulla questione di chiudere il punto nascita di Termoli per tener aperto quello di Isernia Facciolla pensa che non ci sia stato un baratto e commenta che se così  fosse  stato "qualcuno ne dovrebbe rispondere in ogni sede, penso - ha aggiunto - che nessuno abbia potuto disporre un baratto e che la valutazione è venuta fuori dal tavolo tecnico e dal Comitato percorso nascite e penso che mai la Regione Molise, per il tramite della struttura commissariale e dell'ASReM, avrebbe potuto proporre una cosa del genere". 
Come spiegato in conferenza stampa, infatti, il punto nascita di Isernia è rimasto aperto nonostante non si arrivasse a 500 parti l'anno e in quel caso si è tenuto conto di una criticità orografica per cui è stata data una deroga che a questo punto è mancata su Termoli dove questa criticità non c'è.
"Se si tengono attivi tre punti nascita - ha commentato Sosto all'incontro con i giornalisti -  il calo dei parti è fisiologico sui tre e lo standard lo si mantiene se se ne disattiva uno. È naturale che se si disattiva  quello con 400 nascite si può mantenere e  incrementare quello con 500. Il senso - ha aggiunto - è di ottimizzare i numeri, recuperare dunque da una parte portando i parti dall'altra".
Secondo Facciolla, però la considerazione avanzata dal Direttore generale dell'ASReM "è una follia perchè tra Termoli e Isernia c'è un’ora e un quarto di viaggio e poi non si tiene conto dell'esigenza che ci si potrebbe trovare di fronte ad un parto violento e non ci si rende conto, inoltre, che Termoli raccoglie un bacino incredibile di comuni e quindi l'orografia se vogliamo in relazione a Termoli è anche peggiore rispetto a quella di Isernia".
L'esponente PD inoltre ha spiegato che  il punto nascita di Termoli non raggiungeva le 500 unità all'anno da diverso tempo e quindi la deroga per mantenerlo aperto ci sarebbe potuta essere. "La realtà - ha detto ancora Facciolla -  è che dietro a questa vicenda c'è un ragionamento chiaro, la nomina di Giustini risponde all'esigenza di arrivare con la scure a tagliare. Hanno commissariato  la sanità regionale per consentire ad un soggetto terzo di nascondersi dietro le regole romane per poter togliere i servizi". 
Una situazione dunque che secondo Facciolla si poteva evitare, il Programma Operativo regionale Sanitario 2015-2018 che prevede un'unità operativa semplice di pediatria e un'unità operativa complessa di ostetricia e ginecologia su Termoli è ancora vigente. "Però ad oggi ci troviamo con un Commissario alla sanità, nominato dopo sette mesi, il quale - accusa Facciolla - il primo atto che pone è quello di tagliare".
L'ex vicepresidente della Regione Molise spiega che la richiesta avanzata dal Ministero e portata avanti dalla struttura commissariale c'era da tempo, ma il programma operativo della Sanità, approvato con Legge dello Stato andava rispettato e secondo Facciolla si sarebbe dovuto continuare sulla strada del governo precedente attraverso "il pareggio di bilancio, lo sblocco del tour over per fare qualità e sicurezza".
  MirIac