Con l'estate non sempre il malessere va in vacanza

(fonte foto Psiche.org)

In occasione dell’arrivo dell’estate le richieste di aiuto psicologico aumentano e viene da chiedersi: è possibile stare male proprio quando c’è l’opportunità di rilassarsi e prendersi del tempo  per divertirsi?

Su questa questione abbiamo chiesto il parere della Psicologa e Psicoterapeuta, Mariangela Lepore che, insieme alla sua collega Luigia Primiani e alla dietista Emanuela Ferrara, si occupa di disturbi del comportamento alimentare e collegati anche all'ansia, alla depressione, disturbi adolescenziali e condizioni familiari che sono attorno a queste affezioni tipicamente adolescenziali e femminili.

"Per quanto riguarda l'utenza di cui ci occupiamo noi dello studio associato 'Il Cerchio' - spiega la dottoressa Lepore - c'è un aumento di richieste di aiuto psicologico, perché con l'inizio dell'estate, quando la scuola finisce, molti adolescenti si sentono un po' abbandonati, le famiglie si sentono ancora di più il carico della gestione del familiare e del paziente in particolare e quindi c'è l'esigenza di rivolgersi con più frequenza al terapeuta".

Dunque lo psicologo, diventa ancora di più un'ancora di salvezza per quelle persone e in questo caso per gli adolescenti, che vivono un disagio. Diversa è la situazione per utenti con altre sintomatologie. "Per altre categorie - spiega ancora la Psicologa - riscontriamo una certa remissione, come se una maggiore esposizione al sole e la possibilità di attività fisica o la condizione di riduzione dell'orario di lavoro coincide con la riduzione di richiesta di intervento terapeutico, c'è, dunque, una sorta di miglioramento ed è come se l'estate fosse una specie di protezione".

Una generalizzazione della condizione non si può fare, non tutte le patologie diventano più gravi e richiedono maggiore attenzione rispetto a quelle collegate all'ansia, alla depressione, alle fobie e ai disturbi comportamentali.

Un'altra categoria che ha bisogno di un supporto in più con l'arrivo della stagione calda è quella degli anziani e di quelle persone con un disagio familiare e con un disagio economico, "per queste persone - ci dice la dottoressa Lepore - vediamo che c'è un bisogno di cura maggiore".

Dunque l'analisi del fenomeno va circostanziata ad un certo tipo di patologie, non a tutte in generale, perché ci sono condizioni che riescono ad allentare e cause che portano ad aumentare le sedute. 

Nel caso specifico di cui si occupa lo studio associato 'Il Cerchio', "il venir meno del contenimento della ritualità, della scuola, delle uscite e anche dello sport crea una forma di destabilizzazione del paziente che può andare incontro ad una richiesta maggiore di colloqui e di trattamenti".

In questo caso si può associare l'estate ad una certa instabilità emotiva, che porta, quindi, soprattutto gli adolescenti, a trovarsi spaesati e ad avere maggiore bisogno di un supporto terapeutico.

Insomma, l’arrivo della pausa estiva può essere una grande opportunità di ricarica e cura di sé ma, in alcuni casi, anche un periodo estremamente faticoso e delicato.

Miriam Iacovantuono