Ufficio di presidenza della Regione Molise, nominata Matteo e riconfermato Nola. Il PD abbandona l'aula

Dopo le dimissioni di Filomena Calenda da Segretaria dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, il ruolo è stato assegnato alla Consigliera di Orgoglio Molise, Paola Matteo, nominata all'unanimità dalla maggioranza (13 voti).
"Sono davvero fiera di aver ricevuto questo prestigioso incarico - ha dichiarato la Consigliera regionale. - Voglio ringraziare per il sostegno l'intera maggiorana, che ha deciso di affidarmi il ruolo di Segretaria di Presidenza, dimostrando compattezza, condivisione politica e unità d'intenti, nonostante le differenti identità di ciascuno e le polemiche degli ultimi giorni. Una nomina che per me rappresenta un grande onore, e che mi permette di poter entrare nell'Ufficio di Presidenza che, tra le tante funzioni, garantisce anche il rispetto delle norme del regolamento interno e il buon andamento dei lavori delle Commissioni".
Un ringraziamento poi lo ha rivolto al Presidente Toma e ha chi ha creduto in lei per questo compito, "che - ha detto - mi offre la possibilità di proseguire il mio lavoro da Consigliera regionale, e di impegnarmi più che mai per una politica che possa dare un fattivo contributo al bene comune. Resto a disposizione del popolo molisano che necessita, soprattutto in questo difficile momento storico, dell'impegno e della dedizione di tutti noi, nessuno escluso".
Per la minoranza è stato riconfermato il Consigliere pentastellato Vittorio Nola, che ha preso 6 voti. 
Prima della votazione il Consigliere regionale del PD Vittorino Facciolla ha dichiarato che insieme a Micaela Fanelli avrebbero votato per la riconferma di Vittorio Nola, se a metà mandato i pentastellati si fossero impegnati a sostenere uno dei due consiglieri del Partito Democratico per garantire la rappresentatività delle minoranze, in particolare per la Consigliera Fanelli.  Un accordo che però non è stato accettato dai rappresentanti del MoVimento Cinque Stelle tanto che i due esponenti del PD hanno deciso di abbandonare l'aula rifiutando di partecipare alla votazione.