Contratto di sviluppo. La protesta di trenta sindaci esclusi dai fondi

Continuano le proteste da parte dei sindaci dei comuni esclusi dai Fondi del Contratto Istituzionale di Sviluppo, dopo le tantissime polemiche sono passati alle proteste. I sindaci critici ed esclusi della scelta dei progetti da finanziare, che sono aumentati da 23 a 30, hanno preparato un documento indirizzato al Premier Conte dove vogliono capire il criterio di scelta e di valutazione dei fondi, pronti ad andare fino in fondo anche facendo esposti alla magistratura e in tutte le sedi competenti se non otterranno le risposte che chiedono: "un opportuno, sollecito incontro al fine di avere chiarimenti circa il metodo di selezione ed assegnazione dei fondi che appare discrezionale e non rispettoso di quelli che sono gli intenti dichiarati in sede Istituzionale. Infatti, la progettualità richiesta e che ogni Comune partecipante ha prodotto, sembra non essere stata valutata in virtù dei criteri verbalmente enunciati, ma che gli stessi siano stati puntualmente disattesi nella fase selettiva. Gli istanti, ai fini della tutela del principio di trasparenza che deve uniformare gli atti di ogni Pubblica Amministrazione, chiedono altresì di poter essere resi edotti sull'iter di valutazione, ivi compresa la composizione del Collegio valutativo, ultimo "step" di una procedura che appare non possedere alcun requisito di evidenza pubblica".
I Sindaci firmatari del documento sono dei Comuni di: Civitacampomarano, Sant'Agapito, Portocannone, Castelbottaccio, Cantalupo Nel Sannio, Roccamandolfi, Torella, Riccia, Ferrazzano, Guardialfiera, Montefalcone Nel Sannio, Palata, Acquaviva Collecroce, Mafalda, Tavenna, Castelmauro, Pietracatella, Limosano, San Massimo, Colle D'Anchise, San Giacommo Degli Schiavoni, Tufara, Provvidenti, Petacciato, Mirabello Sannitico, Roccavivara, Pietracupa, Macchia Valfortore, Sant'Elia a Pianisi, Gambatesa, Colletorto.