Concorso Rai, Iacovino: "Anche la tv pubblica deve rispettare le regole per l'accesso agli atti"

Buone notizie per i giornalisti assistiti dal legale molisano Vincenzo Iacovino che avevano fatto ricorso per chiedere l'accesso agli atti in merito al concorso Rai 2015. Infatti come scrive 'Il Messaggero' il Tar del lazio ha stabilito che i giornalisti riconosciuti idonei dalla Rai nel concorso 2015 hanno il diritto di accedere agli atti della selezione e di conoscere l’elenco di tutti i colleghi assunti dall’azienda a partire dal 2013 al fine di verificare quante nuove assunzioni siano state effettuate dalla tv pubblica senza attingere alle graduatorie del 2013 e 2015.
In una nota il Comitato per l’informazione pubblica, fondato da cento giornalisti risultati idonei nel concorso 2015 assistiti dall’avvocato Vincenzo Iacovino commenta "le decisioni dei giudici amministrativi rappresentano un importante passo in avanti sulla via del rispetto delle regole e della trasparenza. Riconoscendo le ragioni degli idonei 2015, il Tar del Lazio ha demolito l’azione ostruzionistica e le fondamenta della linea di chiusura della Rai nei confronti delle richieste di accesso agli atti e di scorrimento di quella graduatoria".
Come spiegato dal Comitato la Rai non avrebbe concesso l'accesso agli atti perchè la graduatoria del 2015 è scaduta nell’ottobre 2018 e quindi decidere con una delibera del Consiglio di Amministrazione di assumere nuovi giornalisti senza bandire nessun concorso. Il Tar però ha sostenuto le ragioni dei giornalisti "in quanto le previsioni del bando della selezione che limitavano a tre anni dalla sua pubblicazione la validità della graduatoria sono state soppiantate dalla previsione specifica di cui all’art. 1 comma 1096 della Legge di bilancio 2018’. Un richiamo davvero essenziale".
I giudici amministrativi hanno sottolineato che la Legge di bilancio 2018, liberando la Rai dai rigori della spending review, "ha l’effetto di conformare l’azione della concessionaria del pubblico servizio in sede di assunzione di giornalisti professionisti, in quanto impone di attingere "in primis al personale idoneo inserito nelle graduatorie 2013 e 2015 di giornalisti professionisti riconosciuti idonei" in un’ottica virtuosa di risparmio a medio-lungo termine".
Soddisfazione è stata espressa dai giornalisti e dallo stesso avvocato Iacovino, il quale sottolinea che ora "anche la Rai deve rispettare le regole per l'accesso agli atti e il diritto all'assunzione degli idonei in graduatoria". 
Per il Comitatao "la doppia vittoria ottenuta davanti al Tar rafforza l’impegno degli idonei 2015 affinché l’azienda proceda allo scorrimento della graduatoria, come già fatto per gli idonei del 2013, evitando di indire un nuovo costoso concorso o, peggio ancora, di perseguire soluzioni opache per il reperimento di nuove risorse giornalistiche già disponibili. Il tutto nel superiore interesse di soddisfare il bisogno di rafforzare le redazioni, ormai riconosciuto e certificato anche dal cda dell’azienda e stimato in circa 100 giornalisti da assumere a breve. Numeri che potrebbero salire se si tiene conto degli esodi, stimati in oltre 200 unità, e di quanti in Rai esercitano la professione giornalistica senza avere i titoli richiesti dalla legge, come sancito dal ministero della Giustizia in una nota ufficiale".
I giornalisti del comitato precisano infine che "hanno già diffidato la Rai affinché rimuova i soggetti che esercitano la professione giornalistica in assenza di titoli e in spregio alla legge professionale; si astenga dal bandire nuovi concorsi; proceda ad assumere i giornalisti idonei del concorso del 2015 facendo scorrere la graduatoria. Il tutto con riserva di adire le competenti autorità giudiziarie civili, penali e contabili tramite l’avvocato Vincenzo Iacovino, che ha già ricevuto il mandato ed è pronto a depositare denunce e ricorsi per accertare diritti illegittimamente negati ed ogni eventuale responsabilità anche di carattere personale".
 
(fonte Il Messaggero)