'Codice Rosso' è legge. Serenella Sestito 'Ti Amo da Morire Onlus': "Un primo passo per debellare un potente virus"

di Miriam Iacovantuono

Il Senato ha approvato il disegno di legge denominato 'Codice Rosso' contro la violenza sulle donne e minori. Una normativa che definisce il reato di revenge porn aggiunto al Codice penale, che tutela le 'spose bambine' e le persone che vengono deturpate, attraverso lesioni permanenti al viso. Pene più severe per i reati sessuali e le violenze di genere. Inoltre la nuova normativa prevede l'ergastolo anche per l'omicidio di una partner o un partner non convivente. Tempi più stretti e corsie preferenziali per la trattazione di denunce relative a stupri e abusi sessuali.

In merito alla nuova legge abbiamo ascoltato il parere di chi ogni giorno è impegnato contro la violenza sulle donne. La Presidente dell'associazione 'Ti Amo da Morire ONLUS' Serenella Sestito, che attraverso la sua associazione, che ha  la finalità di informare le donne di quelli che sono i loro diritti e spiegare come farli valere, attiva nei confronti delle vittime di violenza una una sorta di primo soccorso, per cui il 'Codice Rosso' è uno strumento in più da suggerire.

“Basta lamentarsi che si fa troppo poco - ha commentato - perché un lungo viaggio inizia dal primo passo, quindi fortunatamente in questo particolare momento storico si comincia ad avere sensibilità per ciò che riguarda la violenza domestica e la violenza di genere. Accolgo con plauso questa iniziativa  su cui sicuramente si dovrà lavorare ancora. Bene che ci sia un 'Codice Rosso' che introduce quattro nuovi reati. Il diritto va di pari passo con quelle che sono le esigenze dell’evolversi della società. Se si pensa che fino a 20 anni fa il revenge porn non era assolutamente immaginabile e non era una condotta riconducibile ad un reato solo perché non era neanche possibile realizzarlo". 

Cosa prevede il 'Codice Rosso'

Lo sfregio del volto diventa reato: “Chiunque cagiona ad altri una lesione personale dalla quale derivano la deformazione o lo sfregio permanente del viso è punito con la reclusione da 8 a 14 anni”. Se lo sfregio causa la morte della vittima, l’ipotesi massima è l'ergastolo. 

Il nuovo reato dei matrimoni imposti e delle spose bambine: un articolo sanziona con la reclusione da 1 a 5 anni la “costrizione o induzione al matrimonio e chi con violenza o minaccia costringe una persona a contrarre vincolo di natura personale o un’unione civile”. La pena aumenta se vengono coinvolti under 18 e under 14 (da 2 a 7 anni in più).

Pene più severe per i maltrattamenti in famiglia e la violenza sessuale: per i reati di maltrattamenti contro familiari o conviventi la reclusione va dai 3 ai 7 anni. Le violenze sessuali sono punite con il carcere da 6 a 12 anni e con pene aggravate, nel caso di abusi su under 14, adescati con soldi o altri regali, anche solo promessi. La pena massima per lo stupro di gruppo sale da 12 a 14 anni.

Ergastolo per l'omicidio aggravato da relazioni personali:  è previsto l’ergastolo anche quando tra assassino e vittima c’è una relazione affettiva senza una stabile convivenza oppure c’è una stabile convivenza non connotata da una relazione affettiva e lo stesso vale per i figli minori adottati.

Introduzione del reato di revenge porn: prevede la punizione di chiunque, dopo averli realizzati o sottratti, invia, pubblica o diffonde immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate. Si rischiano da 1 a 6 anni di reclusione e da 5 mila a 15mila euro di multa. Lo stesso trattamento si applica a coloro che, ricevuti o comunque acquisiti gli scatti e i filmati hard, li consegna, li pubblica o li diffonde all’insaputa della 'vittima'.

Più tempo per la denuncia e percorsi di recupero: una donna avrà 12 mesi per denunciare una violenza sessuale, anziché i 6 previsti fino a oggi.

Con la nuova normativa diventano obbligatori i corsi di formazione per gli operatori, "su questo - spiega Serenella Sestito - ci sono state delle critiche, però io da avvocato che spesso mi trovo ad interloquire con le Forze dell’Ordine che non sempre sono pronte, che non riescono a comprendere, che sono giudicanti e che non aiutano, ritengo che fare dei corsi di formazione per la Polizia per i Carabinieri e per tutti coloro i quali trattano il fenomeno è una cosa positiva. C'è poi la Questura di Isernia che è un fiore all'occhiello perchè il nuovo Questore è molto sensibile all'argomento e il personale femminile molto attento e preparato, abbiamo partecipato con loro anche all'inaugurazione della sala di ascolto per le donne vittime di violenza. In Gran Bretagna - ha detto - usano il metodo Scotland ed è un metodo che è stato annoverato tra i migliori al mondo per contrastare la violenza di genere e perché è un procedimento in cui sono tutti partecipi, sono tutti preparati, fanno tutti rete e il supporto lo riescono ad ottenere. Quindi anche il voler cercare di fare dei corsi anche con il personale che viene a contatto con questi casi è giusto e importante".

Una normativa che secondo Serenella Sestito va sicuramente affinata e di cui va aggiustato il tiro e una criticità riguarda il revenge porn. "Hanno introdotto il reato, - ha spiegato - c’è la pena per chi diffonde, ma è molto difficile riuscire a pulire il web da tutte queste immagini e video perché lì a volte entriamo in un campo di diritto internazionale, perché in un attimo un’immagine può essere stata lanciata da un server degli Stati Uniti che ha una legge diversa o attraverso un social che ha sede da un’altra parte. Adesso c’è la punizione per chi commette il reato però la cosa importante oltre a punire è anche pulire il web. Lavorare per trovare i mezzi per riuscire a pulire tutto.  Probabilmente sarebbe necessario un protocollo che funzioni a livello internazionale. C’è la difficoltà di fare pulizia una volta commesso il reato”.

Secondo la Presidente di 'Ti Amo da Morire ONLUS' questa legge "è l'inizio di un viaggio verso la giusta direzione, ancora molto c’è da fare perché le tutele per le donne sono ancora deboli, purtroppo ancora ne muoiono e anche una sola sarebbe troppo. Già il fatto che per i reati che non sono perseguibili d’ufficio ma sono perseguibili attraverso una denuncia querela hanno allungato i tempi per poter denunciare è un passo verso la giusta direzione. Il problema di fondo però - ha detto ancora - è culturale, fino a che non cambia la cultura nulla è risolutivo, probabilmente serviranno altre generazioni e un’altra educazione. I tanti femminicidi non sono neanche circoscritti ad una classe sociale bassa. È una sorta di virus culturale e bisogna vaccinare perché altrimenti si propaga in un modo pazzesco. È un virus che colpisce senza tener conto di niente e di nessuno e si può debellare attraverso l’informazione e la cultura, l’inasprimento delle pene e ulteriori mezzi di protezione".

L'approvazione del 'Codice Rosso' ha avuto molti commenti positivi, ma anche delle critiche in particolare dai partiti di centrosinistra che nella votazione si sono astenuti, infatti secondo l'opposizione la legge non avrà gli effetti desiderati da chi ha varato la norma, il timore che è stato espresso è legato al fatto che per assenza di risorse non potrà essere attuata.