Campobasso. Centro prelievi di via Toscana, Comitato Pro Cardarelli: "Chiediamo la riapertura immediata"

Dallo scorso primo luglio il centro prelievi di via Toscana a Campobasso non offre più il servizio sanitario. Dopo l'intervento del centrosinistra che ha interpellato il sindaco Gravina a riguardo,  il primo cittadino di Campobasso ha dichiarato che ha già avuto rassicurazioni sul fatto che "non appena le procedure di mobilità si concluderanno, verrà riaperto presumibilmente entro settembre. Ad ogni modo,  - ha aggiunto - visto che cerchiamo di risolvere i problemi contingenti senza fare facile politica degli annunci, valuteremo se fornire il servizio temporaneamente presso la farmacia comunale". 
Sulla questione è intervenuto anche il Comitato Pro Cardarelli che, unitamente ai comitati di quartiere di Campobasso, chiede la riapertura immediata del centro prelievi.
Il presidente del Comitato, Tommasino Iocca sostiene che la sospensione di quel servizio può essere vista esclusivamente in due modi e cioè "da una parte c'è un servizio che viene a mancare alla popolazione che si trova costretta a dover affrontare dei disagi e dall'altra c'è un privato che si organizza e aumenta  la sua richiesta".
La chiusura è stata disposta dall'ASReM per mancanza di personale. Tre erano gli infermieri che prestavano servizio in quel presidio sanitario e da quando due di loro sono andati in pensione, dal 1 luglio, un solo infermerie non può servire da solo l'intera utenza. Il centro prelievi del quartiere San Giovanni, come è stato spiegato serve una popolazione di circa 12mila abitanti senza contare i tanti utenti che arrivano anche dai paesi limitrofi, un centro dunque che riusciva a contare in un anno circa 6mila prelievi.
"Protestiamo in maniera civile - ha continuato Iocca durante l'incontro con i giornalisti - chiedendo che questo presidio venga riattivato il prima possibile e che quindi non venga chiuso. Troviamo ingiusta la soppressione di un servizio al cittadino". 
Inoltre i rappresentanti del Comitato hanno sottolineato di apprezzare la volontà del sindaco Gravina di volersi muovere in tal senso, "il sindaco - ha aggiunto Iocca - è colui che è responsabile della salute dei cittadini e deve quindi intervenire affinchè quel servizio non chiuda, ma anzi venga incrementato".
Una proposta poi viene lanciata ai vertici dell'ASReM e cioè che si trovino due figure che vadano a sostituire quelle che sono andate in pensione, per un presidio sanitario molto importante per un quartiere, come è San Giovanni, dove ci sono difficoltà anche sociali.
Inoltre la chiusura del centro prelievi di via Toscana va ad aumentare l'utenza degli altri tre centri pubblici - ospedale Cardarelli, via Gramsci e via Petrella - e andrebbe a creare difficoltà anche alla popolazione anziana della zona.
E la colpa di tutta questa situazione, secondo il Comitato Pro Cardarelli, è di chi non ha previsto il ricambio.
 
Miriam Iacovantuono