Sanità, Consulta respinge il ricorso della Regione Calabria sulle nomine dei commissari. Ad ottobre poche speranze per Toma

Ad ottobre si discuterà il ricorso della Regione Molise alla Corte Costituzionale, contro la legge che ha permesso al Governo di nominare i Commissari ad acta della Sanità per il Piano di Rientro. La nuova legge, di fatto, ha tolto la possibilità di poter ricoprire al Presidente di Regione anche il ruolo di Commissario delle Sanità.
Brutte notizie per il Presidente Toma, infatti il 24 luglio, è stata pubblicata la sentenza della Corte Costituzionale che rigetta il ricorso della Regione Calabria proprio per le nomine del Commissario e Subcommisario ad acta fatte dal Governo. In particolare nel ricorso la Regione Calabria contestava "il 'telegramma urgentissimo' del 6 dicembre 2018, con cui il Presidente della Giunta regionale era stato invitato a partecipare alla riunione del Cdm del 7 dicembre 2018", nonché "la delibera del Consiglio dei ministri del 7 dicembre, avente ad oggetto la nomina del commissario ad acta e del subcommissario". Di tali atti la Regione Calabria aveva chiesto l’annullamento, previa sospensiva ritenendo che non spettassero allo Stato.
Così la Corte Costituzionale, nella sua decisione del 3 luglio, ha respinto il ricorso della Regione Calabria che aveva sollevato un conflitto di attribuzione tra enti nei confronti del presidente del Consiglio dei ministri, relativamente alla nomina del commissario ad acta e del subcommissario per la sanità calabrese: "Spettava allo Stato e, per esso, al Consiglio dei ministri nominare il commissario ad acta e il subcommissario per l’attuazione del piano di rientro dai disavanzi del servizio sanitario della Regione Calabria, nella riunione del 7 dicembre 2018".