Tradimenti ed internet. Spiare il proprio partner è reato

di Roberta Oto

Chi nella propria vita non ha mai pensato di leggere email, conversazioni di whatapp, facebook del proprio partner? Che sia un atto di pura gelosia o il voler trovare delle prove che inchiodino il nostro partner dell'avvenuto tradimento, l'atto di spiare Spiare le conversazioni del partner, di un dipendente o di qualunque altra persona è reato. Infatti, chi, senza il permesso del legittimo proprietario, legge email, sms ed ogni altro tipo di informazione, compie violazione della privacy, accesso abusivo a sistema informatico e, in alcuni casi, una rapina. Il reato sussiste anche quando spiare le conversazioni del partner serve a procurarsi delle prove per far valere un proprio diritto in tribunale, ad esempio il tradimento del coniuge ai fini dell’addebito della separazione". Questo reato si estende, non solo alla corrispondenza, ma anche alle principali applicazioni tanto in voga in questi anni. Non solo si vìola la segretezza della corrispondenza (articolo 15 della Costituzione), ma anche e soprattutto la legge sulla privacy, sull'accesso abusivo a sistema informatico e, in alcuni casi, una rapina. 

Violazione articolo 15 sulla segretezza della corrispondenza

“La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili. La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge". La corrispondenza, qualunque forma essa sia, è inviolabile e segreta. Quindi leggere messaggi di applicazioni, messaggi "normali" sul cellulare, o di posta ordinaria si commette un vero e proprio reato, non importa quali siano le ragioni di tale gesto. 

Ma c'è di più

Rimanendo sempre in tema del mondo di internet, oltre alla classica legge sulla privacy, chi si appropria del telefono cellulare o del personal computer del proprio partner con la volontà di accedere al profilo facebook, oppure su una chat di messaggistica di quest'ultimo/a, commette un reato di accesso abusivo informatico, ex articolo 615 del Codice Penale: “Chiunque abusivamente si introduce in un sistema informatico o telematico protetto da misure di sicurezza ovvero vi si mantiene contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo, è punito con la reclusione fino a tre anni.” La questione aumenta di gravità se la sottrazione avviene mediante minaccia o violenza: in questo caso di parla di una vera e propria rapina.

La situazione non cambia nemmeno quando lo spiare il proprio ex serve per la propria difesa personale davanti ad un giudice. I reati che possono essere commessi sono quelli citati anticipatamente, e probabilmente in caso di prove di questo tipo, il giudice nell'emanare la sentenza, non le prenderà neanche in considerazione. 

Dunque, qualsiasi modalità di spiare il proprio partner è considerato reato, nonostante ogni giorno siamo bombardati di "trucchetti" per scoprire eventuali tradimenti. Nella maggiorparte delle volte, si tratta di nuove applicazioni o programmi che in realtà poi si dimostrano solo fuochi di paglia. Certo il solo pensare di essere potenzialmente traditi ci fa star male, a volte si tratta solo di pensieri temporanei che poi in realtà non trovano fondamento in niente. Bisognerebbe guardarsi un pò di più negli occhi ed essere sinceri con il proprio partner, ammettere le proprie colpe, dimostrandosi maturi.