La Regione Molise approva leggi farlocche e scatta la guerra: ristoratori contro agriturismi

Il Consiglio regionale ha approvato, con i voti favorevoli della maggioranza e quelli del Partito Democratico, la proposta di Legge di modifica dell’art. 3 della Legge regionale 7 giugno 2011 n.9, concernente “Misure a sostegno del turismo rurale ed ampliamento dell’offerta di ristorazione”.
“Una svolta decisiva - si legge nella del Consigliere Tedeschi - per il settore, che ci permette di conseguire un doppio risultato”. Un risultato, secondo la maggioranza in Consiglio regionale, che andrà ad ampliare l'offerta, grazie all’innalzamento del limite da 100 a 250 coperti, con riferimento all’offerta di ristorazione; dall’altro si dà maggiore impulso alle produzioni agricole in quanto la Legge prevede il ricorso a materie prime provenienti da produttori locali ed aziende agricole regionali nella percentuale del 50%. "In altre parole - continua l’esponente dei Popolari per l’Italia  - si è compiuto un passo importantissimo nell’ottica di un maggiore sviluppo del nostro turismo rurale, puntando su requisiti principi, ovvero legati ad una ristorazione incentrata su pietanze tipiche della gastronomia regionale, nel pieno rispetto delle tradizioni e della cultura rurale della nostra terra".
I cittadini e operatori del settore hanno commentato: "Leggi assurde. Da semplici cittadini e lavoratori nel settore non resta che piangere. Oppure ridere. Ci sembra l'ennesima presa in giro. In tanti agriturismi si è persa la connotazione dei piatti semplici, fatti con i prodotti propri, il vino locale e i dolci della tradizione. Ognuno deve rispettare il proprio ruolo e la Regione non facilita la convivenza con tale legge. Noi ristoratori siamo aperti tutti i giorni dell’anno, diamo lavoro a centinaia di migliaia di persone e con il nostro indotto contribuiamo a muovere l'economia del territorio, senza beneficiare dei tanti privilegi fiscali e contributi a fondo perduto di cui godono gli agriturismi. Stesso mercato, stesse regole: se un agriturismo vuole avere più libertà d’iniziativa, utilizzando i prodotti a proprio piacere, può trasformarsi in ristorante o trattoria e competere alla pari con i pubblici esercizi. Ed invece è intervenuta la Regione a tutelare chi ha già innumerevoli vantaggi".