Il Movimento 5 Stelle ha perso la sua totale identità

di Francesco Bonomolo

Il Movimento Cinque Stelle sta mutando giorno dopo giorno, e sta perdendo gran parte della sua iniziale ispirazione. Lo choc del dimezzamento dei voti è stato tale che i cinque stelle sono impietriti, paralizzati. C'è stato anche sorpassato dal Partito Democratico. Un colpo che Travaglio definisce un "handicap psicologico! e che sentenzia la retrocessione del movimento da primo partito a terzo in soli 14 mesi di governo. Le ragioni di questo tracollo sono riconducibili fondamentalmente ad una «crisi di identità». Il movimento si è trovato costretto a fare l’opposizione della maggioranza di cui è pur sempre il primo azionista".

Il voto del Senato sull'autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini segna uno spartiacque nella parabola politica del Movimento Cinque Stelle, una parabola confermata anche dagli ultimi risultati nelle elezioni regionali di Abruzzo e Sardegna. Con quel voto viene messo in discussione uno dei fondamenti identitari del movimento, il rapporto tra politica e magistratura.

Del resto, molte misure adottate come quella che riguarda gli appalti vanno nella direzione contraria alla lotta alla corruzione, come l'innalzamento della soglia per l'affidamento dei lavori con procedura diretta. Questo è forse il segnale più grave.

L'obbidiente Ortis: “Aperti al PD, ma a dettare le regole sarà il Movimento 5 Stelle. No a governi tecnici, di scopo o di transizione: sì, invece a un governo politico che abbia le fondamenta solide per portare a termine una serie di punti programmatici fortemente rispondenti al nostro programma elettorale, votato dalla maggioranza relativa degli italiani”.

Cade quindi, ogni giorno di più, l'illusione della trasparenza, della partecipazione attraverso la "rete", della valorizzazione dei singoli, del "decidi tu". Il Movimento veleggia, per motivi di opportunismo, di conservazione del potere, di autodifesa della neo-burocrazia parlamentare. Prima verso la destra sovranista di Salvini, giorno dopo giorno, si avvicina con una sorta di "Retromarcia politica" all'odiato PD renziano.