Campobasso. Accorpamento poli museali, i professionisti dei beni culturali protestano

(nella foto da sinistra Daniela Pietrangelo e Isabella Astorri)
di Miriam Iacovantuono
È stato scelto il Museo Sannitico di Campobasso, luogo simbolo della cultura molisana e del capoluogo per il sit-in di protesta contro quello che è stato definito il 'decreto di Ferragosto', sancito lo scorso 13 agosto  dal governo dimissionario, e diventato attuativo dal 22 agosto, giorno in cui diversi musei italiani sono stati accorpati.
A Campobasso, come nel resto d'Italia diverse associazioni che promuovano la cultura, insieme all'associazione 'Mi riconosci? Sono un professionista dei beni culturali', si sono dati appuntamento per manifestare contro la riorganizzazione del Patrimonio culturale pubblico, accorpamenti e privatizzazioni e contro la riforma dell'allora Ministro ai Beni Culturali Bonisoli. Un provvedimento che stabilisce lo spostamento di decine di Musei dai Poli regionali ad alcuni dei Musei autonomi che vengono trasformati in istituti plurimuseali.
Come ha spiegato Daniela Pietrangelo dell'Associazione 'Mi riconosci? Sono un professionista dei beni culturali', il cuore della riforma riguarda gli accorpamenti a livello regionale dei vari poli. Anche il Polo museale del Molise perde i propri musei e i luoghi di cultura statale e i siti archeologici, di cui fa parte anche la biblioteca Albino, vengono accorpati al polo dell'Abruzzo. In questo modo si verranno a creare grandi reti nazionali dirette da un unico direttore, che nel caso del Molise si troverà a gestire 28 musei.
"La riforma e i decreti attuativi - ha commentato Pietrangelo - spingono molto verso la privatizzazione del patrimonio pubblico e verso la nascita delle fondazioni private e l'entrata in scena di una nuova figura che è quella di un dirigente che gestirà una cospicua somma di denaro e prenderà molte decisioni importanti, un elemento questo che potrebbe togliere importanza alle periferie e ai siti periferici, causando un danno per il territorio che non ha più la gestione diretta". In questo modo quindi il tutto verrà messo nelle mani di un'unica carica che tra l'altro sarà politica e che si teme possa fare interessi a favore dei privati e meno del territorio. 
A lanciare una critica alla politica locale è stata Isabella Astorri dell'Associazione SIPBC sezione Molise, commentando che, nonostante l'appello degli operatori culturali alle istituzioni politiche, chiedendo di intervenire a difesa della situazione che si stava creando con la riforma Bonisoli, così come avvenuto in Friuli o Basilicata, non c'è stata nessuna risposta dalla politica molisana. "Ancora una volta - ha sottolineato Astorri - la classe politica locale è completamente latitante per quanto riguarda i beni culturali e non solo".
All'iniziativa in difesa del patrimonio culturale del Molise hanno partecipato diverse associazioni locali: Italia Nostra sezione di Campobasso, SIPBC sezione Molise, Il Bene Comune, Libera, La Rete dei Comitati del Molise, Unione degli studenti (UdS) Campobasso, Circolo della Zampogna e il suo Museo-Mostra permanente di zampogne italiane e straniere, CGIL Molise, Associazione di Volontariato Giuseppe Tedeschi.
Gli operatori culturali e le associazioni non si fermano a questa prima giornata e andranno avanti a protestare "fino a quando non si otterrà l'annullamento del 'decreto di Ferragosto' e la revisione di tutte le norme che favoriscono la privatizzazione insensata dei musei pubblici italiani, e l'abbandono di tutto il Patrimonio culturale che non frutta denaro".