#ludostorie_Quel mondo chiamato Alzheimer: io non ti conosco, io non so chi sei

"Ho paura, caro amore mio, del dolore che ti sto infliggendo. Io non ricorderò, ma tu sì. E questo ti farà male. Chiederò tanto, troppo. E questa confusione, questo smarrimento che mi circondano sempre più spesso, saranno per te un carico pesante. Me l’hanno spiegato bene, poco alla volta, i ricordi si staccheranno da me, si cancelleranno. E io non sarò più io. Non sopporterò più i colori accesi di cui ci siamo sempre stati circondati, non saprò più guardare le foto perché non mi ricorderanno nulla, non mi riconoscerò in uno specchio. E non riconoscerò te e voi, gli amori di una vita. E forse ti darò del lei. I miei tempi diventeranno lunghi, i miei discorsi insensati, dovrai imparare la pazienza. Forse diventerò violento e intrattabile e dovrai imparare la forza. E la tenacia di ricordare tu quanto amore c’è stato e quanto ancora ce n’è anche dentro di me". È così che tutto inizia: i pensieri e i ricordi non hanno più un ordine, nel cervello si creano dei buchi di memoria, il tempo assume un senso diverso.
É così: l'Alzheimer  stravolge la tua vita e anche quella di chi ti circonda. Oggi colpisce circa il 5% delle persone con più di 60 anni e in Italia si stimano circa 500mila ammalati. Un esercito che non guarirà mai. Ancora non esistono, infatti, farmaci in grado di fermare e far regredire la malattia e tutti i trattamenti disponibili puntano a contenerne i sintomi. Ad alcuni pazienti vengono somministrati dei farmaci per alleviare sintomi come l'agitazione, l'ansia, la depressione, le allucinazioni, la confusione. Tuttavia, se curare "è impossibile", conoscere e diffondere è necessario. Allora, quando raccontare storie di Alzheimer se non a settembre?  Il 21 settembre, infatti, ne ricorre  la giornata celebrativa istituita nel 1994 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dall’Alzheimer’s Disease International (ADI). Secondo un sondaggio, due persone su tre a livello mondiale credono che ci sia poca o nessuna comprensione della demenza nei loro paesi. Iniziamo con i prossimi due appuntamenti di #ludostorie.