Celle di San Vito, Castelluccio Valmaggiore e Alberabona sono tre paesi in provincia di Foggia dove la lotta allo spopolamento viene combattuta con tanto entusiasmo e idee a volte innovative, a volte bizzarre

#ludostorie in tour_ Celle di San Vito, Castelluccio Valmaggiore, Alberona: tre luoghi per tornare a respirare con lo spirito

Tutte le strade portano a Roma e, a Celle di San Vito, il paese più piccolo della Puglia, una sola strada porta a tutti i vicoli: Via Roma. Lì, su quell'unica striscia di pietre, c'è la panchina dove si siede, con i suoi 95 anni, il più anziano del paese. Lì, su quell'unica striscia di pietre, gioca, con tutta l'allegria che si può avere solo a 5 anni, la più giovane del paese. Lì, su quell'unica striscia di pietre, si trovano tante case. Sono belle perché curate nei minimi dettagli, sembrano essere in costante attesa di qualche visitatore: i fiori colorati, i sette nani che fanno scappare sempre un sorriso, le viti che circondano i portoni, oggetti antichi che fanno tornare alla mente chi eravamo e la semplicità del mondo passato. Lì, su quell'unica striscia di pietre, gli amici di Daunia Press Tour mi hanno fatto incontrare tre signore. Erano belle perché piene di entusiasmo; erano belle perché quel loro parlare così affiatato ricordava un senso di unità che, oggi, è raro da trovare anche nei borghi di 156 abitanti; erano belle perché avevano la grinta di chi vuole farcela, a proteggere tutto il possibile. La lingua francoprovenzale ereditata quando gli Angioni stanziarono nel paese dei soldati per fronteggiare i Saraceni; il Museo della Civiltà Contadina Francoprovenzale con gli attrezzi che, un tempo, venivano utilizzati in agricoltura e non solo; i code lungo tutto il paese per far conoscere, in qualsiasi momento, la storia di quel preciso luogo. Poi, lì in quel paese con una sola strada, c'è chi le cose antiche te le fa vivere con il cibo. È così per il ristorante Le Fontanelle che offre le orecchiette, i fusilli, i cicatelli, il pancotto. Dovremmo promettere a noi stessi di far visita, ogni tanto, in posti come Celle di San Vito per respirare, non solo con il naso ma anche con lo spirito. Così come, ogni tanto, dovremmo chiedere, a chissà chi, di farci entrare in un museo dove c'è un direttore che sperimenta, progetta, immagina con lo stesso entusiasmo di un bambino. A me è successo a Castelluccio Valmaggiore, altro paese vicino Celle di San Vito conosciuto  grazie a Daunia Press Tour, nel Museo della Valle del Celone. Il museo ospita i reperti trovati dagli scavi realizzati nella Valle del Celone e la riproduzione delle specie animali e vegetali che la abitano. Un contenitore non una vetrina: in quel piccolo museo è vietato non toccare perché "altrimenti come facciamo a capire"? Ergo, per capire bisogna visitare. Se, poi, lo spirito ha bisogno anche di foto, a pochi chilometri da entrambi i paesi, c'è Alberona con i cuori di metallo grandi così, la scacchiera gigante per giocare tutti in piazza, il centro storico medievale ricco di archi, scalinate e angoli suggestivi. Anche se lì, in uno dei borghi più belli di Italia, la mia foto preferita resta quella al cartello del parcheggio riservato al parroco. Ma "era del parroco vecchio", me lo hanno giurato.