"Goditi il tuo schifoso smartphone": stampare costa e un giornale chiude

Dopo 21 anni chiude 'Il Quotidiano del Molise'. Vince lo smartphone e la tecnologia

di Francesco Bonomolo
Quando un giornale chiude un pezzo di territorio viene meno così come una voce di democrazia e pluralità dell’informazione libera. Ogni cittadino e tutte le istituzioni devono comprendere questo e farsi carico di un’azione di difesa seria e convinta di ogni baluardo dell’informazione.
Sono tempi duri per la carta stampata nell'epoca dei cellulari ultra tecnologici. Spesso molti quotidiani sono costretti a chiudere proprio per questo motivo. Questo è in parte ciò che è successo a Il Quotidiano del Molise, giornale distribuito nel nostro territorio regionale, al quale va la piena solidarietà da me e tutta la redazione di Moliseweb.it. La chiusura di un giornale che ha contribuito alla storia del Molise è una sconfitta grave. Viene meno uno strumento di confronto, analisi e denuncia a tutela dei lettori e di tutti i cittadini.
Prendere atto della chiusura del cartaceo del Quotidiano del Molise vuol significare la rassegnazione di fronte al ruolo autorevole, libero, responsabile, coraggioso del giornalista ed alla deriva dovuta all'avvento dei social e dei tanti finti opinionisti che popolano la rete.
La libertà di stampa è un bene di tutti, fondamentale per la sana dialettica all'interno della nostra società.
Bisogna assicurare sostegno al pluralismo; il lavoro giornalistico è fondamentale per la qualità della informazione. Ne discende la possibilità del lettore di informarsi correttamente e crearsi un’opinione. La crisi dell’editoria è dovuta sicuramente alla rivoluzione digitale che ha cambiato il modo di fruizione e di produzione dell’informazione, ma la democrazia ha tra i suoi fondamenti quello di una stampa libera, professionale, ancorata alla verità dei fatti e pluralista.
Per la tutela del pluralismo dell’informazione in Italia non è possibile rinunciare all’intervento statale, che garantisca la sopravvivenza di un settore che deve essere regolamentato e supportato, affinché nuove voci possono farsi sentire e restino presenti nel sistema dell’informazione e garantire la professionalità che contraddistingue il lavoro del giornalista.