Campobasso. ‚ÄėRidare la cicuta a Socrate', presentato il pamphlet sulla scuola di Fraracci e Presutti

di Miriam Iacovantuono

Un’opera scritta a quattro mani per riflettere sul mondo della scuola oggi. Così si presenta il pamphlet delle due docenti Adele Fraracci e Antonella Presutti presentato a Campobasso nell’auditorium del Palazzo Gil.

Il testo, che è provocatorio già dal titolo ‘Ridare la cicuta a Socrate’, è stato scritto con un occhio ironico e critico verso la società e si percepisce quella che è la volontà delle due autrici, un cambiamento che probabilmente si può fare partendo proprio dalla scuola, che dovrebbe svolgere la sua missione principale e cioè quella democratica.

Il pamphlet pone diversi gli interrogativi a cui, durante la presentazione, stimolate dalle domande di Enrica Cefaratti e Simonetta Tassinari, le autrici hanno risposto.

Come sta cambiando la scuola? In che direzione sta andando? Quale è il peso dell'istruzione nella nostra società?

Partendo da queste domande sono stati diversi i temi analizzati e le due scrittrici, interagendo anche con il pubblico, si sono soffermate su argomenti fondamentali come l’educazione che, come è stato sottolineato più volte e da più voci, è soprattutto “educazione alla libertà. La scuola – è stato spiegato - deve insegnare che ci sono libertà concrete e astratte alcune conquistate che vanno preservate. Il primo compito della scuola, dunque, è educare alla libertà”.

Si è poi parlato di quello che è il tempo scuola e che le varie riforme via via stanno tagliando. “Si sta portando la scuola ad essere votata alla tecnica che punta al risultato come se fosse un'azienda, ma – ha criticato fortemente Fraracci - non la si può percepire così”.

E poi continuando con il tema della Costituzione, passando per quello del metodo educativo e della meritocrazia, si è arrivati a discutere di politica. Fare politica nella scuola non è propaganda, ma deve essere inteso come educare alla cittadinanza e alla costituzione e fare in modo che ognuno di senta parte integrante della società e che ognuno possa sentire la propria responsabilità nella società di cui fa parte. Ma da insegnanti le due autrici hanno commentato che significa anche permettere agli studenti di sviluppare il pensiero critico ed elaborare un’idea personale che può essere divergente con quello dell'insegnante.

Un’opera dunque che ha il vero senso del pamphlet e cioè scritto con l’intento polemico o satirico con cui le due autrici si pongono nei confronti della scuola e di quella che l’istituzione scolastica è diventata oggi. Un punto di partenza probabilmente che possa essere da stimolo per i tanti che la scuola la vivono ogni giorno, ma anche per tutti coloro che sono parte integrante della società attuale.

Un libro ricco di esperienza, fitto di spunti polemici, che hanno l’intento di aprire al dialogo genuino, forte di suggerimenti costruttivi e proposte percorribili.