Due bimbe morte prima della nascita. Sono rispettati gli standard di sicurezza fissati dalla legge?

Una donna 34enne di Campomarino aveva una gravidanza a rischio, seguita dal Primario di Ostetricia e Ginecologia del San Timoteo di Termoli  Bernardino Molinari. La donna, al nono mese di gravidanza, si è presentata al reparto per i normali controlli, il battito della bambina era regolare ma dopo circa un ora il battito non era più presente.  
Molte le richieste di acquisto di strumenti e macchinari necessari per l'adeguatamente del reparto, macchinari che rappresentano l'essenziale dotazione richiesta dal Ministero per mantenere il punto nascite in deroga al San Timoteo di Termoli, che sembrano non essere mai state accolte dalla dirigenza Asrem: ecografi per l'ambulatorio e la sala parto, cardiotocografi  e colposcopio. Strumenti necessari per monitorare l'andamento della gravidanza, dopo le due morti di bambini al nono mese di gravidanza, la prima al Cardarelli di Campobasso e la seconda al punto nascita di Termoli, ci si pone la domanda se siano rispettate gli standard di sicurezza fissati dalla legge visto che il San Timoteo rimane aperto dopo le due sentenze amministrative del Tar e poi del consiglio di Stato.
Per Antonio Lucchetti, facente funzioni di Direttore Generale dell'Asrem, dichiara: "I due casi sono delle coincidenze, si trattano di situazioni diverse bisogna gradare le statistiche annuali. A campobasso si è trattato di un evento imprevedibile il battito cardiaco della bambina era presente pochi minuti prima della nascita. Nel caso di Termoli sono necessari ulteriori approfondimenti, siamo aspettando - continua Lucchetti - la relazione dei vertici dell'ospedale per poi fare un audit clinico per verificare se ci sono stati errori umani".